Abbattuto anche il Brescia la Virtus vede la salvezza

Decide ancora Ferrari. Colpo in faccia, il portiere Cragno in ospedale
LANCIANO. La Virtus corre tanto e bene nel primo tempo, quando mette alle corde il Brescia e segna il gol che vale tre punti che finalmente portano i rossoneri in una zona di classifica fino a due mesi fa insperata. Alla fine è col cuore e con il coltello tra i denti che i frentani resistono agli ultimi assalti dei biancoblù, fermati a Lanciano dopo due vittorie consecutive. Non è un secondo tempo da barricate, perché per buona parte la squadra di casa fa la sua partita e sfiora anche il raddoppio, ma alla fine, quando saltano tutti gli schemi, i ragazzi di Maragliulo devono chiudersi a testuggine per non farsi sfuggire un successo preziosissimo. In tribuna anche il ct dell’Under 21, Luigi Di Biagio.
L’allenatore rossonero rimischia le carte rispetto alla trasferta di Como, in particolare ridisegnando “a punta” il terminale offensivo: passa dal rifinitore a ridosso di due attaccanti, ruolo interpretato al “Sinigaglia” da Marilungo, a Ferrari “Iron Nick” centravanti con le spalle coperte da Di Francesco e Marilungo: quest’ultimo, capitano per l’occasione, da destra si prende solitamente la responsabilità di rifinire e suggerire, mentre a Di Francesco toccano incursioni e assalti sul versante sinistro. Il vantaggio che arriva alla mezzora, grazie a un’azione di pregevole fattura, è ampiamente meritato. La Virtus non parte forte ma fortissimo, e sovrasta il Brescia per possesso palla, fraseggio e vocazione alla manovra: il pressing intenso permette di schiacciare le rondinelle, che riescono ad alleggerire la pressione solo con qualche sporadica puntata dalle parti di Cragno. Paradossalmente Minelli resta a lungo con le mani in mano, in quanto mancano gli ultimi passaggi per chiudere la catena. Eppure la formazione di casa gira bene, probabilmente grazie alla buona lena della mediana, nella quale spiccano i piedi buoni di Vitale e Bacinovic, ma non è da meno Rocca sempre presente nel cuore dell’azione. Se Vitale non è una sorpresa quando smista e si inserisce in maniera sempre pericolosa, per qualcuno può sembrarlo Bacinovic: lo sloveno si conferma in crescita, e appare tutt’altro giocatore rispetto a quello tanto bistrattato, a volte anche a sproposito, nei mesi scorsi. Prima di andare a rete i rossoneri devono incassare un paio di tentativi da fuori area di Morosini e Kupisz, e una deviazione fuori bersaglio di Geijo su calcio d’angolo. La squadra di Maragliulo è comunque padrona del campo, e quando gli riesce tutto bene fino alla fine il risultato è da applausi: Di Francesco ispira Vitale che confeziona un cross al bacio per la testa di Ferrari, che mette a segno il suo quinto sigillo stagionale, a due reti dal record stagionale in B (7 con la maglia dello Spezia nel 2013-2104). Dopo l’assist, Vitale va vicino al primo timbro tra i cadetti, ma non inquadra la porta. Il vantaggio è meritato, ma dall’altro lato serve Cragno per tenerlo in cassaforte: al 39’ ci mette una pezza su Embalo che sfrutta un errore di Vastola, e al 41’ è da fuoriclasse l’uscita che ferma Geijo sul filo del fuorigioco, e che purtroppo causa l’infortunio che gli costa il ricovero in ospedale.
Dopo l’intervallo il Brescia è più propositivo. In effetti parte bene la squadra di Boscaglia, ma non mette mai alle corde la Virtus, se non nei minuti finali quando le rondinelle tentano il tutto per tutto e assediano l’area rossonera. I frentani tengono bene il campo e legittimano il vantaggio. L’occasione da rete migliore è per l’onnipresente Marilungo: Di Francesco guadagna il fondo e serve un traversone d’oro a centro area, l’impatto col pallone è buono, ma stavolta è Minelli a fare la superparata. Alla fine saltano tutti gli schemi: Brescia attacca all’arma bianca, ma la Virtus si chiude e arriva indenne, non senza qualche brivido, al sospirato fischio finale. Con la classifica di ieri, in attesa dello scontro Modena-Livorno di oggi, la Virtus Lanciano sarebbe salva.
Andrea Rapino
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