Abraham-gol e Mourinho spingono la Roma in finale

I giallorossi battono il Leicester davanti a 64mila tifosi e sfideranno il Feyenoord Il tecnico punta alla terza competizione per club, l’unica che manca alla sua bacheca
roma1
leicester0
ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 7, Ibanez 6,5; Karsdorp 6,5, Cristante 6,5, Oliveira 6, Zalewski 7 (39’ st Viña sv); Zaniolo 6 (33’ st Veretout sv), Pellegrini 7; Abraham 7,5 (44’ st Shomurodov sv). A disp: Fuzato, Kumbulla, Spinazzola, Maitland-Niles, Diawara, Bove, Felix, El Shaarawy, Carles Perez. Allenatore: Mourinho.
LEICESTER (4-3-3): Schmeichel 6; Pereira 5 (24’ st Castagne sv), Fofana 5,5, Evans 6, Justin 6; Maddison 5,5, Tielemans 5,5, Dewsbury-Hall 5 (32’ st Ayoze Perez sv); Lookman 5 (1’ st Iheanacho 5), Vardy 5, Barnes 5 (1’ st Amartey 5,5). Allenatore: Rodgers.
Arbitro: Jovanovic (Serbia).
Rete: 11’ pt Abraham.
Note: spettatori 63.940
ROMA
Serviva l'uomo speciale per regalare alla Roma, abituata più a soffrire che a vincere, una finale europea dopo 31 anni. Il 5 maggio di Josè Mourinho è un'ode alla sua capacità comunque di arrivare dove tanti hanno provato ma senza riuscirci: anche e soprattutto con i colori giallorossi, perché nella notte magica dell'Olimpico con 64 mila bandierine a sventolare e altrettanti tifosi a cantare, alla Roma basta il gol di Tammy Abraham per battere 1-0 il Leicester, dopo l'1-1 dell'andata, e volare a Tirana, dove il 25 maggio si giocherà contro il Feyenoord le chance di vincere la Conference League. La terza, in ordine di importanza delle coppe europee, l'ultima nata in casa Uefa, un trofeo a cui però il portoghese ha sempre detto di tenere, lui che in bacheca ha due Champions e altrettante Europa League, e ora vuole anche questa per diventare l'unico tecnico negli ultimi trent'anni a vincere tre diverse competizioni europee per club. Mourinho manda in campo dal 1' Sergio Oliveira al posto di Mkhitaryan. In attacco Zaniolo e Pellegrini alle spalle di Abraham. Rodgers si affida a Vardy, con Lookman e Barnes a completare il tridente. Lo stadio è quello da grandissime occasioni, il covid un ricordo sbiadito, migliaia di bandierine giallorosse e una coreografia che ha scomodato perfino i classici: «In Britannia tutti temevano il nome dei romani», la scritta in latino comparsa sotto la Sud. Un auspicio che Tammy Abraham ha subito tramutato in fatti con il gol qualificazione. Sugli spalti anche Claudio Ranieri, il doppio ex, acclamato sia dai tfosi della Roma che del Leicester.
Alessandra Rotili
leicester0
ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 7, Ibanez 6,5; Karsdorp 6,5, Cristante 6,5, Oliveira 6, Zalewski 7 (39’ st Viña sv); Zaniolo 6 (33’ st Veretout sv), Pellegrini 7; Abraham 7,5 (44’ st Shomurodov sv). A disp: Fuzato, Kumbulla, Spinazzola, Maitland-Niles, Diawara, Bove, Felix, El Shaarawy, Carles Perez. Allenatore: Mourinho.
LEICESTER (4-3-3): Schmeichel 6; Pereira 5 (24’ st Castagne sv), Fofana 5,5, Evans 6, Justin 6; Maddison 5,5, Tielemans 5,5, Dewsbury-Hall 5 (32’ st Ayoze Perez sv); Lookman 5 (1’ st Iheanacho 5), Vardy 5, Barnes 5 (1’ st Amartey 5,5). Allenatore: Rodgers.
Arbitro: Jovanovic (Serbia).
Rete: 11’ pt Abraham.
Note: spettatori 63.940
ROMA
Serviva l'uomo speciale per regalare alla Roma, abituata più a soffrire che a vincere, una finale europea dopo 31 anni. Il 5 maggio di Josè Mourinho è un'ode alla sua capacità comunque di arrivare dove tanti hanno provato ma senza riuscirci: anche e soprattutto con i colori giallorossi, perché nella notte magica dell'Olimpico con 64 mila bandierine a sventolare e altrettanti tifosi a cantare, alla Roma basta il gol di Tammy Abraham per battere 1-0 il Leicester, dopo l'1-1 dell'andata, e volare a Tirana, dove il 25 maggio si giocherà contro il Feyenoord le chance di vincere la Conference League. La terza, in ordine di importanza delle coppe europee, l'ultima nata in casa Uefa, un trofeo a cui però il portoghese ha sempre detto di tenere, lui che in bacheca ha due Champions e altrettante Europa League, e ora vuole anche questa per diventare l'unico tecnico negli ultimi trent'anni a vincere tre diverse competizioni europee per club. Mourinho manda in campo dal 1' Sergio Oliveira al posto di Mkhitaryan. In attacco Zaniolo e Pellegrini alle spalle di Abraham. Rodgers si affida a Vardy, con Lookman e Barnes a completare il tridente. Lo stadio è quello da grandissime occasioni, il covid un ricordo sbiadito, migliaia di bandierine giallorosse e una coreografia che ha scomodato perfino i classici: «In Britannia tutti temevano il nome dei romani», la scritta in latino comparsa sotto la Sud. Un auspicio che Tammy Abraham ha subito tramutato in fatti con il gol qualificazione. Sugli spalti anche Claudio Ranieri, il doppio ex, acclamato sia dai tfosi della Roma che del Leicester.
Alessandra Rotili

