Abruzzo, appello a Gravina «Il calcio punti sui giovani»

11 Dicembre 2021

Il presidente Figc al Fenaroli per il convegno organizzato dal Comitato regionale Esposta la Coppa degli Europei. Memmo presenta il progetto per i tecnici dei vivai

LANCIANO. I vertici del calcio italiano e regionale prospettano il rilancio dello sport all’ombra della coppa Henry Delaunay, il trofeo alzato a Wembley dalla nazionale azzurra l’11 luglio. “Il calcio, una questione di testa” era il titolo del convegno tenuto ieri al teatro Fedele Fenaroli di Lanciano, su iniziativa della Figc abruzzese presieduta da Ezio Memmo. Sul palco, a fare bella mostra di sé, la coppa che ha entusiasmato i tifosi nell’ultima estate, e che dal mattino è stata esposta nella vicina Casa di conversazione. Qui, sportivi e appassionati di calcio, hanno fatto la fila per una foto ricordo accanto al trofeo europeo, poi spostato nel pomeriggio al Fenaroli. Intorno, ospiti d’eccezione fra cui il presidente Figc Gabriele Gravina, il commissario Lnd Giancarlo Abete, il presidente del Settore giovanile e scolastico Vito Tisci. E soprattutto gli ex atleti Josefa Idem, campionessa olimpica di canoa ed ex ministro che oggi collabora con la Figc, e l’ex calciatore di Bari e Inter Nicola Ventola.
Rappresentanti istituzionali e testimonial d’eccezione hanno discusso dei progetti con cui la Figc vuole rilanciare i settori giovanili messi a dura prova dal Covid. Tema portante dell’incontro è stato infatti l’investimento su formazione e comunicazione per combattere l’abbandono dello sport da parte dei ragazzi. I tesserati in Abruzzo sono crollati da 27mila a 19mila, stando ai numeri riferiti da Abete, ma già quest’anno sono risaliti a 25mila seguendo il trend di ripresa nazionale. Un problema legato anche ad altri fattori, quali «pseudoprocuratori e venditori di illusioni che devono uscire dagli spalti e dagli spogliatoi», ha tuonato Daniele Ortolano, ex presidente abruzzese della Figc. Il fenomeno dell’abbandono sta colpendo soprattutto la fascia dei 16-17 anni. «Coniugare le esigenze tecniche e fisiche con la crescita culturale del calcio»: questo il monito di Gravina. E in questo solco si inserisce il progetto “Soccermind” presentato da Memmo: la Figc abruzzese ci sta lavorando da alcuni mesi, puntando sulla formazione degli istruttori e sulla comunicazione con i giovani, «per pensare alla costruzione del ragazzo più che al risultato». «Bisogna dare», ha incalzato Josefa Idem, «la possibilità di compiere scelte autonome, affinché ognuno abbia una bella storia da raccontare della sua esperienza sportiva al di là dei successi». Assente, seppur annunciato, Marco Materazzi, le ultime parole sono state affidate a Ventola: «Ci vuole tanta testa nel calcio come nella vita, le doti tecniche non bastano», ha ribadito facendo due nomi su tutti: «Inzaghi e Gattuso, per esempio, non avevano tecnica eccezionale, ma di testa ne avevano tanta». E poi l’importanza di studio e famiglia: «Volevano mandarmi al Como in prestito», ha raccontato Ventola, «mio padre disse al presidente del Bari Matarrese che dovevo finire il liceo». E gli andò bene: quell’anno divenne un punto di forza dei galletti promossi in A, arrivò il diploma al liceo scientifico e in seguito anche la laurea in Scienze della comunicazione.
Andrea Rapino
©RIPRODUZIONE RISERVATA.