Addio a Mihajlovic, Meloni: un uomo coraggioso

19 Dicembre 2022

In migliaia alla Camera ardente in Campidoglio. Il cordoglio di Lotito, Spalletti, Montella e del Bologna

ROMA. Ex compagni di squadra, politici, amici, suoi calciatori e tifosi: tutti hanno voluto salutare Sinisa Mihajlovic, ieri a Roma. Dalla premier, Giorgia Meloni, al presidente del Senato, Ignazio La Russa, passando per Luciano Spalletti, il numero uno della Lazio Claudio Lotito, Vincenzo Montella e tanti altri. In migliaia si sono riversati nella sala della Protomoteca del Campidoglio, rimasta aperta fino alle 18, per una preghiera e una parola di conforto alla famiglia. Il feretro è rimasto in Comune e oggi sarà trasportato alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri per i funerali che ci saranno alle 11.30.
Ieri la camera ardente è stata riempita di corone di fiori inviate dalla Fifa e dai suoi ex club, come Roma e Lazio. Non sono mancate poi le sciarpe di molte delle squadre con le quali ha giocato o che ha allenato come Bologna e Torino. Insomma, una vera e propria processione con tantissimi tifosi in fila per un saluto. Quasi tutti commossi e nelle dichiarazioni di molti risuonano spesso parole come «combattente», «coraggio», «persona vera». A cominciare da Meloni che prima di ricordarlo ai microfoni dei giornalisti presenti si è intrattenuta con la famiglia: «Il coraggio porta con sé un insegnamento che Mihajlovic sapeva dare, ed è la ragione per la quale era rispettato dalle persone che tifavano per le sue squadre ma anche da quelle che tifavano contro». In lacrime e costretto a prendersi più di qualche pausa davanti le telecamere è Lotito: «Il ricordo che ho è di un grande amico, di un grande uomo e di un grande padre», esordisce il presidente biancocelste che poi fa un paragone con la vicenda di Gianluca Vialli. «Io penso che dobbiamo approfondire alcune tematiche, ricorrono troppo spesso alcune malattie che potrebbero essere legate al tipo di stress e di cure». Anche Balata, presidente della B, alla camera ardente ha voluto esprimere il suo cordoglio alla famiglia. E durante la giornata sono stati in tanti a farlo, a dimostrazione di quello che Sinisa lascia. Perché «era una persona vera, di valore», dice Spalletti, mentre Montella parla di «grande combattente». «Ha tirato calci di punizione contro le porte avversarie, ma anche contro le avversità della vita, ed erano sempre calci vincenti», il pensiero di La Russa. In silenzio, invece, i due suoi ex calciatori Soriano e Arnautovic, con il Bologna che oggi sarà tutto ai funerali del suo ex allenatore per quello che sarà veramente l’ultimo saluto a Sinisa.