Addio Martini, ct amico del trofeo Matteotti

L’ultima volta in Abruzzo nel 2008. Il patron dell’Uc Perna Ricci: «Pescara gli deve tanto»
PESCARA. Con la morte di Alfredo Martini scompare una figura storica del ciclismo italiano, il “padre” della Nazionale. E era il punto di riferimento del mondo delle due ruote. Il toscano di Sesto Fiorentino era particolarmente legato all’Abruzzo e al trofeo Matteotti. Prima come atleta, poi come commissario tecnico della nazionale: Alfredo Martini è stato sempre presente a Pescara, a una delle corse più importanti del panorama internazionale. L’ultima volta, e prima che la malattia lo tenesse lontano dalla corse, è stato nel 2008: volle che vi partecipasse il campione del mondo in carica, Paolo Bettini, in vista delle Olimpiadi di Pechino. Bettini vinse dinanzi agli occhi di Martini la 63ª edizione della classica pescarese. Prima di ripartire, sul palco di piazza Duca degli Abruzzi, disse: «Questa corsa è così bella che può ospitare una prova del campionato del mondo». Ieri mattina, il patron dell’Uc Fernando Perna, Renato Ricci, ha inviato una lettera alla famiglia di Alfredo Marini: «Un amico, un pezzo di storia del trofeo Matteotti. Un uomo generoso, che ha impreziosito e fatto crescere la nostra manifestazione, edizione dopo edizione», ha scritto il presidente Renato Ricci, che ha avuto sempre un rapporto diretto con Alfredo Martini. «Tra il Matteotti e Martini, infatti, c’è sempre stato un connubio meraviglioso e indissolubile. Egli stesso amava la corsa pescarese; è stato sempre presente a Pescara, anche quando le sue forze venivano meno. E la nostra città gli deve molto. Gli deve per le sue imprese e soprattutto perché, da presidente onorario della federciclismo, ha sempre dato risalto al Matteotti e a Pescara», ha ricordato Ricci.
Lo storico segretario della classica pescarese, Nino Bellonio, ha voluto esprimere, in un messaggio, la sua vicinanza. «Sono amareggiato per la sua scomparsa: se il Matteotti è diventato un punto di riferimento nel mondo, lo dobbiamo a lui, alla sua testardaggine e al suo amore verso la nostra manifestazione», ha detto Bellonio. «Grazie a lui, il Matteotti ha avuto l’etichetta di corsa “premondiale”; Martini, spesso, sceglieva a Pescara la formazione azzurra. Certo, prima c’era un altro ciclismo che oggi non c’è più».
Il presidente della federciclismo, il marsicano Renato Di Rocco, ha affidato in un comunicato il ricordo del cittì scomparso. «Il grande Alfredo Martini se ne è andato serenamente, in punta di piedi, dopo aver affrontato con coraggio e dignità le cadute e ricadute che hanno contrassegnato l'ultimo tratto del suo lungo percorso», ha detto Di Rocco. «Fino all'ultimo respiro ha continuato a seguire il ciclismo, che ha sempre inteso, praticato e insegnato come una vera e propria scuola di vita. Ogni sua parola faceva breccia nel cuore dei giovani e incuteva rispetto e fiducia nell'impegno sportivo». «Per noi» ha concluso, «è come perdere un capitano, il faro, il punto di riferimento da sempre». I funerali si terranno oggi alle 16 nella Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino.
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