Akele, l’oro nero del Roseto Sharks

4 Dicembre 2018

L’ala protagonista contro Ravenna: non meritiamo questa classifica

ROSETO. L’ultimo match vinto dagli Sharks contro Ravenna, ha portato alla ribalta il 23enne, Nikola Akele, tornato in Italia dopo qualche anno di Ncaa. L’atletica ala, non per nulla già nel giro della Nazionale Sperimentale Italiana, era stato finora spesso tra i migliori, ma domenica ha sfornato una prestazione mostruosa: 34 punti tirando benissimo, conditi da 10 rimbalzi ed un paio di assist.
Una partita perfetta per il moro trevigiano: «Vero, ma non contano i singoli; sono invece felicissimo per come abbiamo giocato di squadra, mettendoci il massimo dell’energia in ogni singola azione. Ed anche quando nel secondo tempo abbiamo avuto una flessione, abbiamo saputo affrontare la difficoltà senza farci prendere dal panico, continuando sul nostro piano gara». Che ha funzionato, non c’è che dire: «Siamo andati di nuovo bene in difesa, facendo pesare la nostra attitudine a prendere i rimbalzi: un segno chiaro che abbiamo imparato la lezione delle ultime sconfitte che ci avevano francamente innervosito, inutile negarlo. Ma abbiamo saputo rispondere, mettendo in campo la nostra cattiveria agonistica: penso a Bushati, Pierich o a Rodriguez che si buttavano sul parquet per ogni pallone conteso, quella deve essere la faccia della nostra grinta». Va bene la prestazione di squadra, ma anche quella personale è stata importante: «Diciamo che ero su di giri, ho fatto tanti canestri ma so che tutto questo è stato possibile grazie ai miei compagni, bravi a trovarmi ed a tenermi in ritmo. E poi questa gara dovevamo vincerla a tutti i costi, mi sarei accontentato anche di prendermi i due punti con un canestro rubato!».
Il coach ravennate Mazzon, che la fece esordire in serie A quando era alla Reyer Venezia le ha fatto i complimenti a fine gara: «Cose che fanno piacere, lavoro sodo per diventare un bravo giocatore». Da ragazzo giocava più da esterno, adesso essendo intorno ai 2 metri di altezza, fa l’ala grande più vicino al canestro: «So di avere una grande duttilità, e cerco di sfruttarlo a mio vantaggio: gioco vicino a canestro o più da esterno, mi concentro sui rimbalzi o metto la palla a terra per penetrare in area, tiro da tre o difendo anche sul playmaker, insomma mi sento in grado di fare tutto quel che serve alla mia squadra per vincere». Domenica prossima si torna in trasferta a Piacenza contro l’Assigeco: vedremo una squadra diversa da qui in avanti? «Ho sentito Mazzon dire che meritiamo più punti di quel che dice la nostra classifica. Lo penso anch’io, ma devo anche ammettere che la nostra inesperienza in questo avvio di stagione conta: è già capitato di giocare meglio degli avversari, ma se non porti a casa il risultato non serve a nulla. Qui nessuno concede sconti e l’abbiamo visto venendo puniti per ogni piccolo errore. Però gara dopo gara impariamo e miglioriamo, per cui penso che il futuro sarà migliore se giocheremo duri e concentrati gestendo bene i finali di gara. L’unico modo per prendere altri due punti, magari già domenica».
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.