Al teramano De Juliis serve la parata della vita

7 Novembre 2024

Il portiere del Castel di Sangro dei miracoli resta grave dopo l’operazione seguita  all’emorragia cerebrale che l’ha colpito nell’abitazione di Pesaro tre settimane fa

Era l’Uomo Ragno del Castel di Sangro degli anni Novanta. Quello dei miracoli, dalla C2 alla B. Teramano doc - precisamente di San Nicolò a Tordino - e pesarese di adozione. Roberto De Juliis, 52 anni, dal 21 ottobre scorso è ricoverato all’ospedale Le Torrette di Ancona, in terapia intensiva. Lotta per poter riabbracciare la figlia e i familiari. Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre scorsi è stato colpito da un’emorragia cerebrale. L’hanno trovato nella sua abitazione, a Pesaro, incosciente. Era solo in casa. La figlia non c’era. L’aspettavano per il turno di notte nell’azienda di Tavullia dove lavora da anni. E’ scattato l’allarme. Nella notte l’hanno portato in ospedale a Pesaro. Poi, ad Ancona. La situazione è apparsa subito grave. Sono passati giorni di ansia, angoscia e speranza. I medici hanno provato a svegliarlo. Ha aperto gli occhi. Timidi segnali di fiducia e speranza. Ma negli ultimi giorni avrebbe subito un’altra ischemia. Al capezzale si alternano i familiari. Sui social il tifo, il calore e l’affetto degli ex compagni. Degli appassionati di calcio che l’hanno conosciuto. Nella chat del Castel di Sangro dei miracoli arrivano aggiornamenti, a seconda dei quali cambia l’umore dei protagonisti in maglia giallorossa degli anni Novanta. Ma Roberto De Juliis ha lasciato bei ricordi anche a Siena, a Sant’Egidio alla Vibrata, a Siena, a Frosinone e a Pesaro dove si è stabilito. Diversi i posti in cui ha giocato in una carriera marchiata dall’esperienza di Castel di Sangro dove si è integrato nel tessuto sociale come pochi. Roberto De Juliis è cresciuto nel settore giovanile del Teramo per la gioia del papà grande tifoso del Diavolo. A fine anni Ottanta è il terzo portiere dei biancorossi a coronamento della trafila nel settore giovanile. Da lì nei dilettanti, a Bellante e a Sant’Egidio alla Vibrata. Arriva a Castel di Sangro ed è uno dei protagonisti della scalata fino alla serie B. Uno dei protagonisti della finale play off della serie C2 vinta ad Ascoli contro il Fano. Uno degli artefici della seconda promozione di fila, quella di Foggia. Proprio nella finale play off del 22 giugno 1996 allo Zaccheria è protagonista suo malgrado. Lascia il campo alla fine dei tempi supplementari per far entrare Pietro Spinosa che poi fu l’eroe della storica giornata. Lì per lì ci rimase male Roberto De Juliis. Molto male. Solo con il passare del tempo e l’inizio della nuova stagione in serie B riuscì a smaltire la delusione. In serie B si alterna tra i pali con Lotti ed è comunque tra gli artefici della storica salvezza. Poi altre esperienze esaltanti tra Frosinone e Pesaro. Con la Vis ha conquistato la promozione in C1 agli ordini di Daniele Arrigoni e del compianto ds Enrico Graziani. Fino a pochi mesi fa ha partecipato a una reunion degli ex biancorossi. A Pesaro si è stabilito mettendo su famiglia. E a Pesaro ha vissuto fino al 21 ottobre scorso quando ha accusato il malore. Poi, l’operazione. Poi, i segnali di miglioramento fino all’ultima “toccatina” dei giorni scorsi. Ora le condizioni dell’Uomo Ragno del Castel di Sangro degli anni Novanta sono stabili. Nella stagione 1995-96 in C1, quella chiusa con la promozione, conquistò anche le cronache nazionali per la lunga imbattibilità. Ora c’è bisogno di un’altra parata, la più difficile, quella per la vita.