Alanno, Marcucci a 46 anni è più di una bandiera

17 Ottobre 2018

L’attaccante pronto al debutto stagionale in Prima categoria, in carriera solo la maglia biancoverde

ALANNO. Più che un calciatore, una vera e propria istituzione locale. Questo rappresenta per Alanno l'attaccante Marco Marcucci, bomber e bandiera del club biancoverde, settimo in classifica nel campionato di Prima categoria, girone C. La storia di Marcucci, 46 anni ancora da compiere (il prossimo 12 novembre) ricorda da vicino, fatte le debite proporzioni, quella di altri giocatori, appartenuti ad un passato più o meno recente, la cui maglia è stata ritirata dalla società d'appartenenza, avendo essi sempre e solo vestito gli stessi colori. Dal milanista Baresi all'interista Facchetti, passando per i vari Riva (Cagliari), Loseto (Bari), Zanetti (Inter) e Lucarelli (Parma): tutta gente che ha legato il proprio nome ad un unico club.
Rispetto a loro però, si differenzia non solo per ingaggi percepiti e categorie disputate, anche perché, ad oggi, non ha ancora appeso le scarpe al chiodo. Lo farà quando sentirà che è giunto il momento, e nel frattempo, conscio della propria carta d'identità, bada a dosare le forze, autoregolamentandosi negli allenamenti e affiancando, in qualità di vice, il tecnico dell'Alanno Enrico Odoardi. In questo stralcio iniziale di campionato, Marcucci ha collezionato solo alcune panchine, ed è ormai pronto al debutto stagionale. L'ennesimo di una carriera spesa al servizio della squadra del suo paese. Un amore che va ben oltre il quarto di secolo: sono trentadue, infatti, gli anni di onorata militanza in biancoverde, per un totale di circa 600 gare disputate tra Promozione, Prima e Seconda categoria (e oltre 300 reti all'attivo) nelle file di una squadra che proprio in questa stagione festeggia i 50 anni di attività.
Una dedizione assoluta alla causa, nonostante i numerosi infortuni patiti (ben cinque gli interventi subiti, tra crociati e menischi) e due anni di sosta forzata che, ad un certo punto della carriera, sembravano averne decretato lo stop definitivo. E invece... «Qui in paese», sottolinea, parlando a nome dell'intero sodalizio, il dirigente dell'Alanno Mauro Porrini, «tutti ricordano perfettamente il giorno del suo ritorno in campo quando, con la squadra sotto di un gol, il mister dell'epoca decise di gettarlo nella mischia e lui, pur ancora claudicante, ribaltò quasi da solo il match siglando le due reti della vittoria. C'era gente che piangeva sugli spalti, col padre letteralmente ammutolito per l'emozione». Oltre ai tanti gol segnati (38 nella sua annata migliore), la perla dei quattro campionati vinti di fila, sino alla Promozione, poi calcata per un triennio. «E tutto questo», evidenzia in conclusione Porrini, «senza aver mai avanzato la minima pretesa economica, nonostante le tante offerte ricevute altrove, ma con l'umiltà e la semplicità che ne hanno contraddistinto l'intera carriera».
Stefano De Cristofaro
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