Alberto: «Gran tappa» Landa: «Ci riproverò»
Ultima domanda in sala stampa. Gli chiediamo con che rapporto abbia realizzato l’impresa del Giro 2015. «34x30 – risponde – Basso mi aveva dato la sua ruota, anche lui aveva i rapporti che avevo...
Ultima domanda in sala stampa. Gli chiediamo con che rapporto abbia realizzato l’impresa del Giro 2015. «34x30 – risponde – Bassomi aveva dato la sua ruota, anche lui aveva i rapporti che avevo scelto io».
Poi, prima di andarsene in albergo e recuperare un po’ di forze dopo la giornata durissima Alberto Contador ha aggiunto un’ultima considerazione. Fondamentale nell’economia della giornata e del Giro. «Ci tenevo a dire che sono orgoglioso di aver corso questa tappa, una frazione durissima con una montagna da leggenda, una montagna che fece conoscere a tutti Marco Pantani, era il mio idolo».
Voleva chiudere idealmente una tappa memorabile con queste parole. Conscio di quanto fatto su quella salita. Contador prima era ritornato su quell’inseguimento pazzesco prima del Mortirolo. «Nella discesa dell’Aprica c’è stata una caduta, qualche secondo dopo ho forato, Ivan Basso si è subito fermato per darmi la sua ruota. Non abbiamo perso molto tempo, ma davanti l'Astana ha cominciato a tirare forte».
Tradito da Aru e Landa, si aspettava la maglia rosa un maggior fair-play? Il patron della sua squadra, Oleg Tinkoff aveva appena criticato duramente il comportamento dei due team. Lui guarda oltre. «Sono le corse, io magari non l’avrei fatto, ma credo che Fabio Aru non sia contento della tappa di oggi...». Parata e risposta si dice nella scherma. «Comunque ringrazio la mia squadra, prima del Mortirolo in pianura abbiamo inseguito forte, il computerino sulla bici segnava 180 pulsazioni e 400 watt. Abbiamo inseguito tanto, poi è toccato a me fare il resto».
Contador ripercorre la scalata. «Ho cercato di fare una cronometro, non ho voluto forzare, ho cercato di salire con il mio passo e sono riuscito a recuperare».
Mikel Landa. Gli spagnoli gongolano, pensano, e a ragione se continua così (pare che il Team Sky, deluso dalla leadership di Porte, voglia offrire al basco un contratto faraonico) avranno il futuro assicurato nelle corse a tappe dopo Contador. Lui? Si dice dispiaciuto per il capitano Aru, ma ammette che le cose ora in squadra sono cambiate. E non si accontenta: «Proverò a vincere il Giro, attaccherò. Se non ci riuscirò ci riproverò nei prossimi anni». Realista Fabio Aru: «Le gambe non andavano, ho cercato di difendermi, più con la testa che con il cuore». Bravo, anche nelle sconfitte si può dimostrare di avere classe.
Oggi? Riposo per i big. Si corre da Tirano a Lugano: km 177, in avvio solo la salita di Teglio. Poi pianura. Roba da coraggiosi di giornata o, più probabilmente, sprinter. Quelli rimasti in gruppo.
@simeoli1972
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