Aldair: voglio riportare il Chieti tra i professionisti

24 Giugno 2015

L’ex campione della Roma in città come responsabile dell’area tecnica «La scelta? In società ho due amici. Ora aspetto Di Francesco per andare al mare»

CHIETI. Polo blu, jeans beige, occhiali da sole. E un fisico ancora asciutto che verrebbe voglia di rivederlo in campo. Sono da poco passate le 11 quando Aldair Nascimento do Santos arriva a Chieti. L'ex difensore brasiliano della Roma, 49 anni, campione del mondo con la Seleçao nel 1994, varca il cancello dello stadio Angelini a bordo di una Mercedes nera, guidata dal presidente Aldo Savastano. Prima le strette di mano con i tifosi, poi un giro in mezzo al campo e infine un salto negli spogliatoi. "Pluto", come lo chiamavano i tifosi della Roma, è il nuovo collaboratore dell'area tecnica del Chieti, serie D.

Aldair, quale sarà il suo compito?

«Sfruttare le mie conoscenze per segnalare alla società giovani talenti. Vogliamo che Chieti diventi un trampolino di lancio per la carriera di ragazzi promettenti».

Perché ha scelto la Serie D e in particolare Chieti?

«Sono amico di due persone che sono in società (Pomponi e Canuti, ndc) che mi hanno chiamato per dare una mano perché non è mai facile fare una squadra in questi campionati. Già da qualche mese eravamo d'accordo. Ora collaboreremo per cercare di fare qualcosa di importante per questa città».

Qual è il progetto?

«Vogliamo fare una bella squadra e cercare di arrivare più in alto possibile. Le ambizioni sono di salire in Lega Pro. Vincere nel calcio non è mai facile, soprattutto al primo anno. Ci vuole tempo per fare una squadra e salire, ma se dovesse arrivare subito la promozione, è ancora meglio».

Conosceva già Chieti?

«No, ma mi sono informato e ho chiamato il mio amico Eusebio Di Francesco – il tecnico del Sassuolo –, che è stato mio compagno di squadra alla Roma ed è di queste parti (Pescara). Ora lui è in vacanza e, quando tornerà, andremo al mare insieme. Adesso, però, devo pensare solo a lavorare: so che in Abruzzo ci sono squadre che giocano in categorie superiori e le intenzioni della società sono di portare in alto anche il Chieti».

Ha già individuato qualche giocatore?

«Non ne abbiamo ancora parlato. Ci vedremo con l'allenatore e valuteremo».

Lei, pochi giorni fa, ha aperto una scuola calcio a Roma: ci sarà una collaborazione tra l'Alda Roma e il Chieti?

«No, perché in quella scuola sono iscritti solo bambini che danno i primi calci al pallone».

Sta seguendo il Brasile in Coppa America?

«Sì, abbiamo il dovere di arrivare fino in fondo. Con il Paraguay mancheranno giocatori importanti come Neymar, ma crediamo di poter passare il turno».

La Roma rimane nel suo cuore?

«Come potrei dimenticarla? Quest'anno ha fatto un ottimo campionato, più di così non poteva fare. La Juve ha una marcia in più e resta la squadra da battere. La Roma ha bisogno di un grande centravanti da 20 gol a stagione».

La vedremo spesso in città?

«Vivo in Brasile e vengo in Italia due-tre volte l'anno. Quando tornerò a Roma, verrò per parlare con la società e vedere come procedono i lavori».

Poi, visita nel centro storico, con passeggiata su corso Marrucino, un saluto al sindaco Di Primio e nel pomeriggio il primo incontro con l'allenatore Ronci.

Giammarco Giardini

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