All’attacco, ma con equilibrio Sassuolo rampa di lancio per Roma
di Rocco Coletti Il motto è sempre quello: «Andiamo all’attacco, senza paura di nessuno». Eusebio Di Francesco, negli anni, ha creato un Sassuolo a sua immagine e somiglianza: intraprendente e...
di Rocco Coletti
Il motto è sempre quello: «Andiamo all’attacco, senza paura di nessuno». Eusebio Di Francesco, negli anni, ha creato un Sassuolo a sua immagine e somiglianza: intraprendente e coraggioso, pieno di bollicine. Un Sassuolo in costante crescita. Che oggi è in grado di giocarsela alla pari contro le grandi. Anche se in estate ha perso Zaza (sostituito da Defrel) e anche se il suo cavallo di razza, Domenico Berardi, fa un po’ le bizze e colleziona giornate di squalifica. Oggi il Sassuolo è il capolavoro di Eusebio Di Francesco figlio di quattro anni di lavoro e di una filosofia offensiva, basata sul 4-3-3, su cui non è mai sceso a compromessi. Giocano un calcio piacevole i neroverdi: tutto in velocità, tagli degli esterni d’attacco, terzini che salgono. Tutti all’attacco, ma con equilibrio. A differenza del mentore Zdenek Zeman, cura maggiormente la fase difensiva. Ci lavora tanto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: il sesto posto in classifica dopo 14 giornate è un piccolo capolavoro. Sì, perché Di Francesco è stato l’unico ad aver battuto Sarri che oggi guarda tutti dall’alto in nasso con il suo Napoli; ha imposto il pari alla Roma di Garcia quando sembrava un bulldozer e ha fatto piangere la Juventus di Allegri. Ha perso sì contro il Milan, ma Berlusconi, prima di lasciare il Meazza, è entrato nello spogliatoio del Sassuolo per fare i complimenti per la bontà del gioco espresso alla Scala del calcio. Eusebio Di Francesco piace per competenza, umiltà e per il modo di porsi. Bravo in campo e buon comunicatore davanti a taccuini e telecamere. Un predestinato. Comunque vada a finire questa stagione, sarà l’ultima sulla panchina del Sassuolo. Il suo nome aleggia come un’ombra sulla panchina di Rudi Garcia. Lui i colori giallorossi ce li ha nel cuore. Nella Capitale ha vinto uno scudetto e si è fatto apprezzare come giocatore e come uomo. Ha buoni rapporti con il “Pupone” Francesco Totti e Daniele De Rossi è l’idolo dei figli. Ci sono tutte le premesse perché, prima o poi, torni in giallorosso. Ma non solo Roma. Sul 46enne tecnico pescarese ci sono i fari accesi di tutte le big. Ormai è maturo per il grande salto.
. @roccocoletti1
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