All’Invicta il derby infinito di Chieti

24 Giugno 2020

Mancato utilizzo del PalaSantaFilomena: ko a tavolino del Minerva

CHIETI. La partita infinita potrebbe essere giunta al termine. Una partita di serie C2 di calcio a 5, eppure lunga diversi mesi. Dal 19 ottobre scorso a lunedì, quando la Corte di Appello territoriale dell’Aquila ha decretato la vittoria a tavolino (6-0) dell’Invicta sul Minerva. Si tratta di un risultato che non inciderà sui verdetti del campionato. Una partita inutile anche quella giocata dopo che il giudice sportivo aveva ordinato alle squadre di giocare una partita saltata nel giorno in cui era prevista in calendario. Un derby tra due squadre di C2 di Chieti che si è trasformato in un caso giuridico, alimentando rivalità e rancori. Una gara inutile che però è costata a livello legale con le parcelle che presto arriveranno. Il 19 ottobre scorso non si è giocata Minevra-Invicta. Il Minerva era al campo Galli dove aveva giocato le precedenti partite casalinghe e l’Invicta e gli arbitri erano al PalaSantaFilomena, allo Scalo. Il Minerva aveva indicato il PalaSantaFilomena come campo principale, però, ogni volta chiedeva e otteneva lo spostamento al centro sportivo Galli. Quella volta no e l’Invicta si è presesenta al PalaSantaFilomena, chiedendo poi la vittoria a tavolino. Davanti al giudice sportivo, però, la Minerva è riuscita a dimostrare che il PalaSantaFilomena era indisponibile indipendentemente dalla propria volontà. Da qui l’ordine di giocare la partita, giunto quando la stagione regolare della C2 era finita e il risultato ininfluente. Gara giocata, certo. Ma l’Invicta è andata avanti. E lunedì dopo una serie di approfondimenti e la pandemia del Covid-19 ecco la decisione della Corte di appello territoriale presieduta dall’avvocato Antonello Carbonara e composta da Vincenzo De Benedictis, Massimiliano Di Scipio e Andrea Battistella con l’assistenza di Francesco Carbone per conto dell’Aia.
Un passaggio della motivazione è abbastanza serafico. «Il giudice sportivo», si legge, «aveva accolto il reclamo perché tratto in inganno dalla documentazione a allegata e, segnatamente, dalla dichiarazione della Usd Pallamano Chieti del 22 ottobre scorso che attestava l'impossibilità di apertura dell'impianto a causa della mancanza delle verifiche per la messa in sicurezza della struttura, richiamando una comunicazione p.e.c. del Comune di Chieti del 18 novembre 2019 di inagibilità del palazzetto dello sport. In realtà, l'Usd Pallamano Chieti, sedicente società incaricata dall'amministrazione comunale della gestione temporanea dell'impianto, avrebbe ricevuto l'affidamento solo in data 24 ottobre 2019, mentre il Comune aveva certificato di non avere inviato alcuna p.e.c. attestante l'inagibilità della struttura, inagibilità», si legge ancora, «certamente preesistente e non manifestatasi a ridosso dell'incontro».
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