ALLE SPALLE DELLA JUVE BRIVIDI E SORPRESE
di ROCCO COLETTI Il Pescara può consegnare lo scudetto alla Juve questa sera. Se la Roma, infatti, vincendo all’Adriatico, non si riporterà a meno otto dalla vetta, la corsa al titolo sarà...
di ROCCO COLETTI
Il Pescara può consegnare lo scudetto alla Juve questa sera. Se la Roma, infatti, vincendo all’Adriatico, non si riporterà a meno otto dalla vetta, la corsa al titolo sarà virtualmente chiusa, più di quanto non lo sia già. Sì, perché anche otto punti sui giallorossi a cinque giornate dalla fine sono un buon viatico verso lo scudetto (il sesto di fila) della leggenda. La Juventus, superando il Genoa, ha chiuso nel migliore dei modi una settimana che ha accresciuto autostima e convinzione in un gruppo che è entrato a far parte del club dei migliori quattro in Europa nella speranza di fare ancora meglio da qui a giugno.
Gol a valanga (43 in attesa del posticipo) e sorprese. Ad esempio il Sassuolo che ha imposto il pari al Napoli. E poi c’è la lotta per il sesto posto, l’ultimo che porta in Europa League, il più scomodo perché condiziona la preparazione estiva. Dopo l’incredibile sconfitta di sabato sera, a Firenze, l’Inter è stata rimessa in corsa dal Milan che è caduto in casa contro il redivivo Empoli. Tutto può ancora accadere, ma mette tristezza vedere le milanesi (in mano ai cinesi) contendersi il sesto posto. Brividi anche nei bassifondi della classifica. L’Empoli (29 punti) è quart’ultimo, ma non può ritenersi in salvo perché il Crotone (24) è lì, a cinque lunghezze, che non molla la presa. Addirittura potrebbe essere risucchiato nella mischia il Genoa (30). Comunque vada a finire, il campionato del Crotone non potrà essere considerato negativo, perché, a cinque giornate dalla fine, è lì che lotta e sgomita, affatto rassegnato. Al contrario del Pescara che stasera (perdendo) può ritrovarsi matematicamente in serie B. In riva all’Adriatico il fallimento (calcistico, ovviamente!) della stagione 2012-2013 non è servito da lezione. I biancazzurri hanno fatto addirittura peggio: fallire una stagione non significa retrocedere – perché ci può stare – ma non essere competitivo. E il Pescara non ha mai dato la sensazione di poterlo essere. Errori su errori, tutti riconducibili alla gestione societaria. Un calvario iniziato sin dal ritiro estivo di Palena. Sin da quei giorni si cominciava a intravedere il fosco orizzonte, pieno di nuvole e tempeste. Altro che Europa League e sogni di gloria!
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