Allegri: con Ronaldo Champions più vicina

Il tecnico: «Come giocherà? Come al solito, cercando di fare gol»
TORINO. Poteva andare al Real e non trovare più Cristiano Ronaldo, gliel'hanno portato a Torino. Massimiliano Allegri che di grandi giocatori, tra Milan e Juve, ne ha allenati tanti, ha ora un fuoriclasse assoluto. E all'indomani della storica firma della Juventus con CR7, rivela che il suo no a Florentino Perez è stato dettato solo «dall'istinto» oltre che dalla parola data al presidente bianconero Andrea Agnelli. Ma questa volta sarà davvero obbligato a vincere tutto, l'accoppiata scudetto-Coppa Italia centrata negli ultimi quattro anni, non basta più: non riportare la Champions a Torino, ora che nel motore bianconero c'è Ronaldo, sarebbe un fallimento. «L'obiettivo di vincerla c'è sempre stato», premette il tecnico bianconero, ieri a Bruxelles per un'iniziativa extracalcistica al Parlamento Ue, «sicuramente l'acquisto di Ronaldo ci dà ancora più consapevolezza per raggiungerlo». Con CR7 e un Dybala con un anno in più, Emre Can, Cancelo e forse qualcun altro che verrà, la Juventus diventa la squadra da battere anche in Europa. Allegri freme nell'attesa di vedere Cristiano sul campo del nuovo training center bianconero, a pochi passi dall'Allianz Stadium. Tifosi e addetti ai lavori si sbizzarriscono in formazioni e moduli per la Juve “ronaldizzata”: con Douglas Costa o Mandzukic, Cuadrado o Bernardeschi, Dybala al centro di un tridente o in coppia con Douglas Costa alle spalle di CR7, con il centrocampo a due o a tre. «Come giocherà Ronaldo? Come ha sempre fatto: cercando di fare gol», celia Allegri. «Non l'ho ancora sentito al telefono», smentisce il tecnico bianconero, «lo vedrò lunedì a Torino. Ma so che è molto contento, è un grande professionista e un valore importante per una squadra che ha già ottenuto grandissimi risultati in questi anni». Allegri ha sperato ardentemente nell'arrivo di Ronaldo – al quale Cuadrado ha già consegnato via social la maglia numero 7 – uno stimolo incredibile anche per una squadra abituata a vincere tanto: «Non ho pensato a uno scherzo», spiega, «quando ho saputo della possibilità che venisse alla Juventus. Ma, come ho sempre detto, il mercato lo fa la società, io do solo delle indicazioni. Su Ronaldo, però, non c'era bisogno di grandi indicazioni. Lui è un acquisto importantissimo, un salto di qualità da parte di tutti, della società e di tutto l'ambiente. Quando la squadra sarà al completo e arriveranno tutti avremo davanti a noi un'annata importante come tutte le altre nella quale ci sarà da centrare gli obiettivi».
La nuova era è iniziata. Allegri non si scompone: «Per me», dice, «tutti gli anni comincia un nuovo ciclo, perché la Juventus negli ultimi quattro anni è cambiata molto. E quest'anno è stata protagonista di un mercato importante». Due settimane di lavoro a Torino poi sarà il momento di imbarcarsi per la tournèe in America dove si comincerà a vedere la nuova Juventus. Che ora deve cedere qualche pezzo importante, a cominciare da Gonzalo Higuain, destinato al Chelsea, a meno di colpi di scena. Appena due anni fa, al suo arrivo a Torino, il Pipita era stato accolto come un eroe, ora che è arrivato Cristiano Ronaldo, i tifosi si sono dimenticati di lui. Dalla sua cessione il club bianconero vuole ricavare 55-60 milioni.
Ma gli operai non ci stanno. «Di fronte a tanta iniquità non si può che scioperare». Così il comunicato dell'unione sindacale di base dello stabilimento Fca di Melfi dopo l'annuncio di Cristiano Ronaldo alla Juventus: «È inaccettabile che mentre ai lavoratori di Fca e Cnh Industrial l'azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico, la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l'acquisto di un calciatore».
Renato Botto

