Allegri: diabolici e cattivi, prendiamoci la coppa

3 Giugno 2017

La Juve all’assalto del Real per conquistare il trofeo che manca da 21 anni

CARDIFF. Questa volta la Champions tocca a noi. Allegri non vuole vedere altro che un trionfo della Juventus nella notte delle stelle a Cardiff. La Coppa che manca da 21 anni al club che in Italia domina incontrastato da oltre un lustro, non può più attendere. «Dobbiamo», dice il tecnico bianconero, alla vigilia, sudando nella sala stampa allestita fuori dallo stadio gallese e affollata da centinaia di giornalisti, «chiudere una stagione straordinaria con qualcosa che la faccia diventare ancora più fantastica».
«Ora», prosegue il tecnico livornese, «siamo più convinti di fare bene, abbiamo raggiunto la consapevolezza e la cattiveria ideali. La finale del 2015 a Berlino era giunta un po’ inaspettata, questa volta no: siamo al posto giusto nel momento giusto. Questa Coppa, insomma, dobbiamo portarla a casa». E aggiunge una battuta: «Le vittorie di tutto quest'anno sono state di allenamento per questa partita...».
La settimana di preparazione è stata fin troppo lunga, dice Allegri, ma l'attesa non ha snervato la squadra: «Ci siamo preparati nella totale serenità. Non ho avuto bisogno di fare leva su nessuna motivazione psicologica», aggiunge riferendosi al presunto “mal da finale” dei bianconeri. «Ripeto che la Juventus nella sua storia ha giocato 8 finali, non ne ha perse 6. E poi oggi c'è solo “la” finale di domani, nessuno deve pensare a cosa è successo 20 anni fa, o 10 o 50». Tra la Juve e l'agognata Coppa c'è il Real, campione in carica: «Dovremo essere diabolici», è il grido di battaglia dell'allenatore della Juventus, «pronti ad approfittare ogniqualvolta il Real accuserà qualche cedimento».
Sulla formazione «non ho ancora scelto», dice, «devo mettere in conto che la finale potrebbe durare anche 120', la panchina avrà un ruolo fondamentale». Buffon potrebbe essere il giocatore più vecchio a vincere la Champions, ma non ci fa caso: «Non mi mette di certo tristezza questo dato statistico», ribatte il capitano bianconero, «l'unico sentimento che spero di provare domani (oggi, ndc) è un'immensa gioia per avere vinto finalmente quel trofeo così importante che mi manca. Al Pallone d'oro penserò più avanti, se ce ne sarà occasione, oggi è una questione davvero secondaria. L'unica cosa che conta è la Coppa, che vogliamo tutti. Ma per me è davvero una partita più speciale che per tutti gli altri». La Juve conta molto su Dani Alves, che la Champions l'ha già vinta due volte: «Ma non mi sento di certo più importante degli altri. E chi sono io per dare dei consigli a compagni di squadra di grande bravura? Di sicuro», aggiunge sorridendo il brasiliano, «li inviterò a seguire il mio esempio dormendo tranquilli come faccio sempre nelle notti che precedono le partite più importanti». Ma l'ex Barca ha qualcosa di speciale, lo dice lo stesso Buffon: «A 39 anni pensavo di non avere quasi più niente da imparare, invece - devo essere sincero - parlando con Dani ho imparato un sacco, non mi capitava da tanto tempo. E ho capito perché riesce a non essere mai sazio, pur avendo già vinto tantissimo nella sua carriera».
Juventus-Real questa sera è anche la rivincita della finale Champions del 1998, quella decisa da un gol di Mijatovic all’Amsterdam Arena. «Un gol in fuorigioco…», ha specificato Dani Alves. Che poi ha aggiunto: « L’unica motivazione extra è quella del presidente (Andrea Agnelli, ndc) che amerebbe sfilare con la coppa. Questo potrebbe essere un motivo e speriamo di portare a casa la coppa e che possa sfilare con un cavallino rosso».
Soldi e premi. La partita del Millenium Stadium di Cardiff servirà a definire anche il bottino Champions per entrambe le squadre. Tra premi Uefa e incassi, il club che alzerà la coppa incasserà 133 milioni, altro si fermerà a 129.
Stabilito il premio Champions per la Juve: a ogni giocatore andranno 350mila euro (per un totale di 9,1 milioni) da aggiungersi ai 150mila euro già in banca per scudetto e coppa Italia. Più consistente il premio messo a disposizione da Florentino Perez: 1,5 milioni per ognuno dei calciatori del Real Madrid per un’accoppiata Liga-Champions che manca dal 1958.
Renato Botto