Allegri e le sirene da Manchester: «Sì, sto imparando l’inglese»

18 Ottobre 2019

VARSAVIA«Non parlo ancora bene l’inglese, ma sto imparando». Massimiliano Allegri prova a dribblare le domande dei giornalisti polacchi con una battuta che non è poi così distante dalla realtà. La...

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«Non parlo ancora bene l’inglese, ma sto imparando». Massimiliano Allegri prova a dribblare le domande dei giornalisti polacchi con una battuta che non è poi così distante dalla realtà. La sua risposta, nel corso di un convegno a Varsavia, è riferita alla domande che arrivano dall’Inghilterra sul suo presunto imminente futuro al Manchester United. Allegri non si sbilancia, scherza, ma ormai da mesi i tabloid britannici scrivono delle lezioni d’inglese che prende il tecnico toscano, l’indiziato numero 1 per sostituire Solskjaer il prossimo anno se non a stagione in corso, in caso di esonero del norvegese, tra l’altro per nulla da escludere. Non parla del suo futuro Allegri, ma in un’intervista a Przeglad Sportowy parla del suo modo di fare e intendere il calcio. «Io ascolto più di quanto dico. L’allenatore deve creare un ambiente di lavoro armonioso, condividere le responsabilità con gli altri. Amo mettermi in discussione e quando sono arrivato alla Juve, dopo gli anni di Conte, molti hanno pensato che mi sarei bruciato», spiega Allegri. «Non era un compito facile, ho trovato una squadra che aveva bisogno di essere ricostruita, ho dovuto cercare modi per stimolare il gruppo, ho ascoltato e cambiato, ma non ho fatto rivoluzioni. Devi sempre fissare tre tipi di obiettivi: a breve, medio e lungo termine. Non ti devi fissare sui sistemi di gioco, ma sfuttare le caratteristiche dei giocatori, sapendo che non posso essere uguali». Allegri fa tanti esempi, da Padoin a Ibrahimovic, arrivando a un giocatore che, si dice, potrebbe seguirlo al Manchester United. «L’allenatore deve chiedere al giocatore quanto può offrire. Ecco perchè Mandžukic è speciale per me, mi ha dato un incredibile spazio di manovra». .