Allegri: Juve-Genoa vale lo scudetto

Il tecnico: «Tutti si aspettano una caduta dopo Barcellona, non deve accadere»
VINOVO. «E’ una partita che vale lo scudetto». Lo ha detto più volte Massimiliano Allegri nella conferenza stampa della vigilia di Juventus-Genoa (stasera ore 20,45) sia per tenere alto il livello di attenzione dell’ambiente dopo l’euforia dei quarti di Champions (e del sorteggio di Cardiff) sia per togliersi quanto prima il “fastidio” del tricolore proprio in vista del rush finale in coppa. A proposito di Champions, quando gli è stato chiesto se era meglio pescare il Real dall’urna di Nyon, la risposta è stata secca: «No, comunque sia il Monaco è una squadra che è arrivata in semifinale e per arrivarci bisogna avere dei valori. Ha dei valori tecnici e tattici, ha dei giocatori giovani e bravi non ha la storia della Juventus, ma ciò non vuol dire che la Juve sia facilitata. Bisogna rimanere concentrati e tranquilli e pensare alla Champions dopo Bergamo. Domani (stasera, ndc), innanzitutto, è una partita che vale il campionato perché uscire con una vittoria ci darebbe la possibilità di sbagliare due partite. Da venerdì in poi ci sarà un mese in cui giocheremo ogni tre giorni, e quindi i tre punti sono importanti. Il grosso pericolo è cadere dopo il Barcellona, tutti se lo aspettano, la Juve non deve cadere. Non abbiamo già vinto il campionato, la Coppa Italia e nemmeno la Champions». Tensione al massimo e qualche cambio (Buffon a riposo, gioca Neto; Pjanic è squalificato) rispetto al Camp Nou, così Allegri mette nel mirino il sesto scudetto consecutivo, quello della leggenda. E contro il Genoa «davanti giocheranno i quattro. L’unico dubbio è Cuadrado. Devo vedere come sta. Per la difesa, sono talmente tutti bravi che non c’è nessun problema. Bisognerà essere pronti a giocare una partita tosta perché all’andata il Genoa ci infilò 3 gol in 29 minuti e perché, ripeto, vale lo scudetto. Marchisio? gioca». Allegri ha poi tessuto le lodi di un Dani Alves diverso da quello visto nella prima parte di stagione: «È un giocatore importante, che ha vinto 23 trofei nel Barcellona. Quando i giocatori vengono in Italia e alla Juventus hanno bisogno di ambientamento. Si era infortunato e aveva perso due mesi, ma fortunatamente la Juve ha un altro giocatore straordinario che è Lichtsteiner».
Qualche accenno, infine, al suo futuro. «Un anno sabbatico nel caso in cui le cose andassero bene a fine stagione? Non mi ha mai tentato l’idea di stare tranquillo. Quando smetto lo faccio poi definitivamente. La priorità ora non è il contratto, qui sto benissimo, le cose vanno bene e bisogna farle andare meglio».

