Allegri: Juve, un’impresa Buffon: farò il dirigente

Allo Stadium i bianconeri col Carpi per celebrare il 5° scudetto di fila
TORINO. Una «rincorsa straordinaria», che è «difficile pensare che un'altra squadra possa ripetere». Massimiliano Allegri celebra la Juventus e si prepara a guidarla, oggi (ore 12,30) allo Stadium contro il Carpi di Fabrizio Castori, nella sua prima partita da campione d'Italia. «Abbiamo il dovere di chiudere il campionato in bellezza», sottolinea, «e di restare concentrati per la finale di Coppa Italia», ultimo obiettivo della stagione. La festa, per i tifosi sugli spalti, sarà inevitabile, ma in campo il tecnico bianconero pretende concentrazione. Celebrazioni ufficiali e parata cittadina sul pullman scoperto possono aspettare, le prossime tre di campionato serviranno ad Allegri per decidere su chi puntare nella finale di Coppa Italia contro il Milan. «Il 21 maggio dobbiamo farci trovare pronti e riattaccare la spina dopo averla staccata è molto difficile», osserva l'allenatore della Juventus. «Abbiamo lavorato bene in settimana», prosegue alla vigilia, «ci siamo preparati perché vogliamo centrare la vittoria».
Non per i record - «di quelli non me ne frega niente, conta lo scudetto con tre giornate d'anticipo» - ma per scegliere la formazione migliore con cui sfidare i rossoneri. Magari con qualche novità tattica, visto che in difesa, a Roma, mancherà lo squalificato Bonucci. «Potremmo passare alla difesa a quattro. Non domani (oggi, ndc), ma magari a Verona o contro la Sampdoria potremo provarla, magari a partita in corso, anche se il rientro di Chiellini mi permette di giocare anche a tre», rivela Allegri, che per la sfida con gli emiliani annuncia sette titolari. «Buffon, Bonucci, Rugani, Evra, Alex Sandro e Morata giocano», dice il tecnico, che si sofferma proprio sull'attaccante spagnolo: «L'anno scorso ha fatto benissimo, quest'anno ha iniziato bene e poi ha avuto un periodo di letargo, ma sta tornando sui suoi livelli e sarebbe un dispiacere perderlo». La stagione è quasi andata e la società bianconera, assicura Allegri, «si sta già muovendo su un mercato lungo e difficile, visto che in mezzo ci saranno anche gli Europei».
Gli obiettivi, come dimostra l'acquisto annunciato ieri di Lemina, sono però ben chiari. «La Juve», assicura, «sarà una squadra competitiva per il campionato italiano e per l'Europa», dove dopo la finale dello scorso anno l'allenatore bianconero spera di scrivere un'altra favola, questa volta a lieto fine. E di favola, Allegri parla anche a proposito del Leicester di Claudio Ranieri. «A lui mando un grande in bocca al lupo, se lo merita», conclude. «Sta facendo una stagione a dir poco straordinaria: chissà quando ricapiterà al Leicester di vincere il campionato. È la dimostrazione che gli allenatori italiani sono molto validi, ed è difficile trovare di meglio».
Non solo Allegri della gara con il Carpi, in lotta per la salvezza. A Vinovo ha parlato anche Gianluigi Buffon, il capitano. «Allenatore o dirigente? Nel mio futuro vedo più un ruolo dirigenziale che tecnico. La mente dell’allenatore è usurante. Vengo da vent’anni di professionismo e credo che il meglio per me sia la seconda strada», ha detto il 38enne portiere della Juve e della Nazionale, in un’intervista rilasciata al Tg1 al microfono del giornalista aquilano Aurelio Capaldi. Il numero uno vuole rimuovere di essere stato snobbato nell’ultima corsa al Pallone d’oro. «Il tempo di ricevere determinati premi individuali è passato. Sono momenti che si superano e si cancellano. Adesso penso al bene del mio club», ha aggiunto. «L’assalto alla Champions League continua. Rimangono due anni per me, quindi due possibilità», ha proseguito Buffon sottintendendo che tra un paio di stagioni appenderà i guantoni al chiodo. «Visto che non ho tantissime chance, dovremo cercare di ridurre al minimo i rimpianti».

