Allegri: Pescara è la mia seconda casa

13 Giugno 2019

Prima il bagno di folla con i ragazzi del Mondo Curi Junior Camp, poi a cena una rimpatriata con Galeone e Iaconi 

PESCARA. Tutti pazzi per Max Allegri. Martedì il bagno di folla in centro con tanti fan, ieri l’abbraccio dei bambini dell’Asd Curi presieduta dall’ex compagno di squadra nel Pescara Antonio Martorella. Due giorni in riva all’Adriatico per partecipare al “Mondo Curi Junior Camp” riservato ai piccoli calciatori e rivedere i vecchi amici. «Pescara è la mia seconda casa, ho un legame speciale con la città e i pescaresi», dice Allegri che dribbla le domande sul futuro e sulla nuova serie A.
L’ormai ex allenatore della Juventus, protagonista della promozione in A del Delfino nel 1992, si limita a commentare l’evento sottolineando la valenza sociale dello sport. «È una giornata meravigliosa, ma dovete ringraziare gli organizzatori e gli istruttori che hanno passato una settimana insieme ai bambini. Il calcio deve essere una scuola di vita. Ogni tanto ci spingiamo troppo in avanti e perdiamo il gusto di far divertire i piccoli calciatori, ecco perché appoggerò sempre manifestazioni di questo tipo».
A proposito di bambini, la domanda ingenua di uno di loro (“Perché hai lasciato la Juve? Colpa di Agnelli?”) scatena una risata generale. Max dribbla la risposta in pubblico parlandogli all’orecchio. Il bimbo annuisce, ma nel suo sguardo trapela un pizzico di amarezza. Luigi Vicoli, invece, viene da San Salvo per portare i saluti dello Juventus club Scirea, Max sorride e lo ringrazia, poi consegna gli attestati agli iscritti del camp. Prima di lasciare lo stadio, il tecnico livornese si ferma ancora un po’ per accontentare i fans a caccia di autografi e selfie. L’ultimo scatto con un gruppo di disabili che lo abbracciano affettuosamente. È ora di andare, a cena è atteso da Andrea Iaconi, il direttore sportivo giuliese, Giovanni Galeone, suo ex allenatore poi diventato quasi un padre, e dall’amico Marco Giampaolo in procinto di sedersi sulla panchina del Milan. Un ricco banchetto a casa Iaconi a Giulianova, poi il rientro a Pescara all’hotel Carlton. Oggi lascia la città, però tornerà presto, c’è da scommetterci. Salvo sorprese, si prenderà un anno sabbatico. Così la pensa anche Antonio Martorella. «Immagino di sì», dice l’ex attaccante biancazzurro e presidente dell’Asd Curi, «dopo undici anni consecutivi in A tra Cagliari, Milan e Juventus, ha bisogno di ricaricare le pile. Ogni tanto anche gli allenatori devono tirare il fiato, perciò non credo che Max allenerà nella prossima stagione. Come l’ho trovato? Di certo più libero di mente. Per il resto, come sempre disponibile e affettuoso. Lo ringraziamo di cuore perché è sempre vicino alle esigenze formative dei bambini.
Max ripete spesso che difficilmente uscirà un giocatore di serie A dalle società dilettantistiche, a lui interessa la funzione sociale che svolgiamo. Nella nostra società abbiamo 470 tesserati e togliere i ragazzi dalla strada ci rende orgogliosi. Inoltre, questi eventi rafforzano il legame già fortissimo tra Allegri e Pescara. Martedì è stato lui a propormi di fare un giro in centro, nonostante sapesse che sarebbe andato incontro a numerosissime richieste di autografi e foto».
Due giorni fa Max è passato a salutare gli amici di vecchia data, in particolare i proprietari di Gman, Chitarra Antica e Bar Excelsior, poi ha fatto un salto alla Feltrinelli per informarsi sulle vendite del suo libro. Ebbene, “È molto semplice” è il secondo testo più venduto tra i libri di sport dopo quello di Zanetti, almeno alla Feltrinelli di Pescara. In seguito, una cedrata in piazza Muzii e la cena sfiziosa al Lido beach di Fabio Tiberi a base di rombo con le patate. Menù di pesce anche ieri a pranzo alle Paillottes con antipasti, calamarata e frittura. Max ha voluto fortemente i cannolicchi (li adora!). Il tutto accompagnato da un ottimo vino Pecorino abruzzese. Ha ricevuto il regalo dai dirigenti della Curi: le prime pagine incorniciate dei quotidiani sportivi Gazzetta, Corsport e Tuttosport che hanno celebrato i suoi successi. Pescara lo ha accolto quando aveva 24 anni e non lo ha mai dimenticato.
Da qualche giorno, sul tavolo della nuova amministrazione comunale guidata da Carlo Masci c’è anche la proposta di consegna ad Allegri del Delfino d’oro, onorificenza del Comune che premia le persone che hanno dato lustro alla città di Pescara, pur non essendo pescaresi. Anche se Max ormai lo è, seppur d’adozione.
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