Allegri pregusta la festa Roma già in Champions

13 Maggio 2018

Con un pari scudetto alla Juve, il ko dell’Inter fa felici i giallorossi

ROMA. Un punto per conquistare il settimo scudetto - ma potrebbe andare bene anche una sconfitta se il Napoli non vince a Genova - e per regalarsi una settimana di vacanza in più. Vincere è l'unica cosa che conta per la Juventus, ma questa sera (ore 20,45) all'Olimpico, contro una Roma «ancora a caccia della Champions», Max Allegri potrebbe anche accontentarsi di un solo punto per «fare bella figura» e chiudere la pratica. «Ai ragazzi ho detto che se vogliono una settimana di vacanza in più, bisogna vincere lo scudetto all’Olimpico» è il “ricatto” con il sorriso sulle labbra del tecnico bianconero, maestro nel motivare e pungolare i suoi. Tra le carezze a Sarri e Di Francesco - «uno dei migliori giovani tecnici in Italia» - e le stoccate a De Laurentiis - «nel calcio ci vuole equilibrio se vogliamo iniziare un cammino di civilizzazione» -, Allegri ha sfoggiato la serenità del vincente, ampliando il campo della discussione. Da Mancini, «l'uomo giusto per la panchina azzurra», alle seconde squadre, «un punto di partenza per far crescere i giovani giocatori italiani». Il tecnico schiererà la miglior Juventus possibile, con l'ex giallorosso «Szczesny al posto di Buffon» e con «Higuain titolare al fianco di Dybala»: in mezzo tanti dubbi, da Douglas Costa - «dovrò valutare» -, ma anche paradossalmente le certezze determinate dalle assenze di «Howedes e Chiellini, ancora fuori, e Cuadrado perchè squalificato». Con un'inaspettata digressione su Mandzukic - «O gioca dall'inizio o guarda la partita dalla panchina, perché quando entra a partita in corso è disastroso» - e lodi sperticate per Higuain. «Nelle due partite chiave della stagione, a Napoli all'andata e a Milano con l'Inter, ha segnato gol decisivi». Scudetto vinto o quasi, dunque. Non perché «il Napoli è scomparso», ma per il merito della Juve «di rimanere calma dopo la sconfitta con i partenopei». Uno scudetto che nulla toglie alla «grandissima stagione del Napoli, che può battere il record dei suoi punti e che nei tre anni di Sarri è andato in crescendo, con un gioco molto bello». Anche se non è ancora matematico, «la Juventus ha fatto numeri importanti, quindi era difficile vincere lo scudetto». Non è ancora tempo di bilanci, per farli completi servirà la matematica certezza del settimo scudetto consecutivo: «La prossima volta sarà quella in cui parleremo un po’ di tutto e ci divertiremo un po’ di più», ha preannunciato Allegri. «Ora non ha senso perché non è ancora chiusa la stagione, quindi i numeri, i conti, le righe, si tirano a stagione finita».
I giallorossi. Il passo falso casalingo dell’Inter ieri contro il Sassuolo ha di fatto qualificato la Roma alla prossima Champions, dal momento che i giallorossi sono irraggiungibili per i nerazzurri quinti in classifica.
«La Juventus ha le mani sullo scudetto, e in questo momento ha entusiasmo e leggerezza, ma per noi questa è una partita importantissima. L'obiettivo della Roma è arrivare in Champions League, ma per prestigio e mentalità è giusto ambire di chiudere al terzo posto. È il desiderio mio e della squadra, ci teniamo tantissimo». Altro che pareggio per far felici tutti. Eusebio Di Francesco sta preparando la sfida con in testa un solo pensiero: «L'obiettivo è fare sei punti nelle ultime due giornate per chiudere il campionato alla grande». E per dimostrare che i 18 punti che separano la Roma dalla testa della classifica sono eccessivi. «In casa abbiamo subito troppe sconfitte. La crescita passa anche da questo, l'Olimpico deve ritornare una sorta di fortino», sottolinea. «La Juventus costruisce tantissimo dei suoi campionati in casa. E noi dobbiamo essere ancor più bravi a sfruttare il fattore interno. Mi auguro quindi che la squadra migliori il suo rendimento casalingo». Insomma, in campo sarà partita vera anche se fuori le due società ultimamente si sono trovate spesso in sintonia. «Sembra non esserci più quella storica rivalità? Credo che possa essere anche cambiato come sensazioni, ma sul campo, dal mio punto di vista, non esistono amici, compagni, colleghi, figli e fratelli» il messaggio di Di Francesco, consapevole del fatto che i bianconeri rappresentano ancora il punto di riferimento assoluto in Italia.
Angelo Caradonna