Allenamenti, via in ordine sparso

3 Maggio 2020

Alcune Regioni anticipano il premier Conte e autorizzano la ripresa in maniera individuale

MILANO. Sei calciatori all'ora, solo la mattina e senza tecnici ma con un presidio sanitario d'emergenza, da domani il Sassuolo aprirà il Mapei Fc per «sedute individuali facoltative». Da martedì il via libera è anche per quelli del Bologna a Casteldebole, accedendo solo ai campi, rispettando le norme di distanziamento, senza allenatori e senza usare spogliatoi, palestra e uffici. Farà lo stesso il Parma del tecnico pescarese Roberto D’Aversa dalla prossima settimana, che riapre il centro di Collecchio. La serie A muove i primi piccoli passi dopo oltre due mesi di stop per l'emergenza coronavirus, favoriti dall'ordinanza regionale dell'Emilia Romagna, capofila nell'anticipare a domani l'inizio della fase 2 del calcio, previsto per il 18 maggio nei piani del Governo Conte. E l'effetto domino già c'è: l'ha seguita la Sardegna e pure il Lazio di Nicola Zingaretti, segretario del Pd, una delle colonne dell'esecutivo, e un'altra regione a guida Dem come la Campania, ha mandato a Palazzo Chigi un parere favorevole allo svolgimento degli allenamenti del Napoli. Lo stesso ministro dello sport, Vincenzo Spadafora ha scritto al comitato tecnico scientifico «di valutare la possibilità di allenamenti individuali» per il calcio. Insomma riaprono i centri sportivi, con la possibilità però che alcune squadre, come quelle emiliane, arrivino con due settimane di allenamenti individuali in più alla ripresa rispetto alle prime avversarie, l'Inter e la Juventus, che fra l'altro ha diversi calciatori all'estero. Il Napoli, invece, li ha tenuti tutti in città ed è pronto a richiamarli a Castelvolturno, e lo stesso discorso vale per la Lazio. Che adesso, come la Roma, avrà la possibilità dal 6 maggio di riprendere gli allenamenti individuali.
Oltre alla salute, c'è anche un tema di responsabilità in capo ai club, non solo civile. Il protocollo non ha ancora il via libera del Comitato scientifico del Governo, e la Federcalcio è in attesa di sapere quali aspetti vanno meglio definiti. Con ogni probabilità, per portare a termine le ultime 12 giornate e mezza, bisognerà accettare il principio che non ci si ferma di fronte a nuovi contagi. Come in Bundesliga, il campionato più vicino alla ripresa, che fa i conti con tre giocatori positivi del Colonia. «Non ci sono regole speciali per il calcio. Non è vero che in un caso simile in un'altra azienda devono andare tutti in quarantena», ha detto il medico sociale, Paul Klein. «Ci andranno i tre, i loro conviventi e le altre persone che possono aver avuto diretto contatto con i loro fluidi o hanno parlato con loro non a distanza di sicurezza». Se la Bundesliga aspetta il verde per giocare, la serie A è appesa a un filo. Il 18 maggio è considerato il limite ultimo per iniziare le quattro settimane di allenamenti per rimettere in condizione gli atleti, e il 14 giugno per portare a termine il campionato entro il 2 agosto. Si annuncia decisiva la settimana prossima, fino al consiglio federale di venerdì. Figc e Lega proseguono la trattativa diplomatica con il Governo. Nel frattempo, difficilmente domani Sky, Dazn e Img onoreranno l'ultima rata dei diritti tv della stagione, e i club dovranno decidere in che direzione muoversi.
Angelo Caradonna