ALTA TENSIONE NELLO STADIO DI ASTANA

7 Marzo 2015

Quando Nursultan Nazarbaev ha fatto sapere che sarebbe passato di lì per seguire un po’ di Kazakistan-Italia, la tensione è salita a mille nel grande stadio coperto di Astana, la vecchia Akmolinsk...

Quando Nursultan Nazarbaev ha fatto sapere che sarebbe passato di lì per seguire un po’ di Kazakistan-Italia, la tensione è salita a mille nel grande stadio coperto di Astana, la vecchia Akmolinsk totalmente ridisegnata negli anni novanta per volontà del dittatore e poi diventata capitale. Il National Tennis Center è stato subito controllato palmo a palmo, ogni spettatore, giudice di linea, raccattapalle o giornalista identificato, ogni borsa, racchetta, giubbotto, ombrello esaminato e, nel caso, svuotato o smontato. Forse è stato questo eccesso di security a innervosire il team italiano e, in particolare, a disturbare Simone Bolelli, che a mezzogiorno è sceso in campo con qualcosa in meno rispetto alle sue ultime prove, tutte più che positive: ad esempio, il titolo agli Australian Open in gennaio in coppia con Fabio Fognini oppure la vittoria in febbraio sul numero 6 al mondo Milos Raonic a Marsiglia. Contro Mikhail Kukushkin - kazako nato a Volgograd, in Russia - sono risultate assolutamente carenti la determinazione e la lucidità che avevano segnato i match recenti del bolognese, compresi quelli persi.

Per fortuna, nella squadra italiana di trentenni guidata da Corrado Barazzutti a un’inattesa delusione fa quasi sempre da contrappeso una bella conferma: se Simone fallisce, Andreas Seppi concede poco o niente a Andrej Golubev, anch’egli russo-kazako nato a Volgograd ma tennisticamente italianissimo perché formato a Bra, in provincia di Cuneo.

Il pareggio al termine della prima giornata del quarto di finale del World Group è alla fin fine un risultato accettabile, tenuto conto che i kazaki avevano battuto 3-2 l’anno scorso i belgi di Goffin, uno dei migliori della nuova generazione, e messo in serie difficoltà fuori casa (2-3) la Svizzera di Federer e Wawrinka, poi vincitrice della Davis. Se Nazarbaev resterà nei suoi palazzi e dunque Simone non s’inquieterà, la coppia azzurra Bolelli-Fognini potrebbe oggi prendersi il secondo punto. Forse quello decisivo.

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