Altra figuraccia: la Roma rispedisce il Pescara in B

Tiro al bersaglio dei giallorossi sui biancazzurri che crollano e retrocedono con 5 turni d’anticipo
PESCARA. Il Pescara matematicamente retrocesso in serie B è il primo verdetto della stagione 2016-2017. A cinque giornate dalla fine arriva la bocciatura ufficiale a una stagione disastrosa. Sono quindici i punti di distacco dall’Empoli, quart’ultimo, che ha anche gli scontri diretti a favore. Una retrocessione annunciata, mai il Pescara ha dato la sensazione di poter essere competitivo. Nemmeno ieri sera al cospetto della Roma che ha messo in ghiaccio il successo alla fine del primo tempo con l’uno-due firmato da Strootman e da Nainggolan. E così i giallorossi ripristinano le distanze: meno otto dalla capolista Juventus e più quattro sul Napoli, terzo in graduatoria. Il tutto davanti al nuovo ds, lo spagnolo Monchi. Che assiste anche a un fuori programma, quando Dzeko manda a quel paese Spalletti al momento della sostituzione al 26’ della ripresa. Non ci sta il bomber a uscire, vorrebbe arricchire il bottino di gol (25) e allungare su Belotti, tant’è che la mimica e il labiale non lasciano dubbi sul suo pensiero rivolto al tecnico toscano. È l’unica nota stonata nella notte giallorossa.
I biancazzurri, invece, si sciolgono come la neve al sole dopo una resistenza (passiva) alimentata più che altro dall’imprecisione degli uomini di Spalletti. Che nel primo tempo dominano la scena, collezionano palle gol, ma peccano di lucidità al tiro. E quando prendono la porta trovano Fiorillo pronto a respingere. Al 20’ è la traversa a dire no a Nainggolan. Il Pescara gioca con la linea difensiva alta, alla Zeman. Ed è la prima volta da quando il boemo è tornato in riva all’Adriatico. Prova a giocarsela Sdengo, resiste agli assalti, ma quando il peggio sembra essere passato, ecco che la Roma passa sul finire del primo tempo, monetizzando la superiorità. Lo fa grazie a una bellissima verticalizzazione dell’argentino Paredes (in campo al posto di De Rossi acciaccato) che trova El Shaarawy che confeziona l’assist sotto porta per l’accorrente Strootman. Nemmeno il tempo di riprendersi che arriva il colpo del ko firmato da Nainggolan. All’intervallo la partita è virtualmente chiusa. Ulteriore sigillo è lo 0-3 di Salah, in apertura di ripresa. Poi, al 14’, lo 0-4 ancora firmato dall’egiziano, un gol in contropiede rifinito da El Shaarawy e nato da un angolo a favore della formazione di Zeman. L’1-4 di Benali (6° gol stagionale) serve solo agli annali: è, infatti, il numero 48 della 33ª giornata, la più prolifica nella storia della A a 20 squadre.
È una notte in cui il Pescara sta a guardare, non può fare altrimenti visto che non c’è partita con la Roma, più forte fisicamente, organizzata e con un tasso tecnico di gran lunga superiore.
Niente da fare per Zeman che pensava di poter creare grattacapi alla sua ex Roma, la squadra per la quale nel 2012 lasciò Pescara dopo la festa promozione per la A. Il confronto è impari e la partita di ieri sera è la fotografia (magari ingigantita) della stagione in cui i biancazzurri hanno fatto la comparsa.
La difesa fa acqua da tutte le parti quando è sotto pressione, il centrocampo non ha qualità nè consistenza fisica e l’attacco non punge, semplicemente impresentabile. Imbarazzante questo Pescara. Per la seconda volta di fila retrocede appena salito in A. Per la seconda volta consecutiva rimedia una figuraccia nell’olimpo del calcio italiano. Un’altra stagione da dimenticare, peggiore di quella del 2012-2013 quando sembrava aver toccato il fondo. Questa volta lo raschia a costo di lasciare strascichi nell’ambiente. Un trauma difficile da assorbire. Altre cinque partite da giocare con il marchio da retrocesso. È il peggior Pescara tra quelli visti all’opera in serie A. Mesi e mesi di agonia: quello che a giugno sembrava un sogno si è trasformato in un incubo per tutto il popolo biancazzurro. Inutile dire che le responsabilità sono da attribuire in primis alla società, la stessa che era stata protagonista di ottime intuizioni nella passata stagione. Per la seconda volta di fila (in serie A) ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare.
@roccocoletti1
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