ALTRA LEZIONE DI CALCIOSPAGNOLO

5 Aprile 2018

Se fosse un incontro di pugilato ci sarebbe già l’allenatore pronto a gettare la spugna per manifesta inferiorità, quella del calcio italiano nei confronti della Spagna. L’incrocio non ammette...

Se fosse un incontro di pugilato ci sarebbe già l’allenatore pronto a gettare la spugna per manifesta inferiorità, quella del calcio italiano nei confronti della Spagna. L’incrocio non ammette repliche. E questa volta non è colpa dell’ex ct Ventura. A settembre la lezione della Nazionale; a distanza di qualche mese la replica dei club. Impietoso il raffronto. Juventus e Roma sono virtualmente eliminate già alla fine della sfida di andata. Prova di forza agghiacciante. La prima della serie A, la Juventus, ha preso tre gol in casa contro la terza forza della Liga, il Real Madrid, mentre la capolista
del campionato spagnolo, il Barcellona, ne ha fatti quattro (a uno) alla terza forza di quello italiano. Non c’è stata partita, il ritorno sarà quasi sicuramente una passerella. Poi, certo,
ci sono gli episodi, quelli che consacrano un campione del calibro di Cristiano Ronaldo
o quelli che alimentano le recriminazioni per le decisioni arbitrali al Camp Nou o per le occasioni fallite. La si può mettere come si vuole, ma resta la sostanza che non lascia scampo al calcio italiano, solo in parte “salvata” negli ultimi anni dalle due finali di Champions conquistate dalla Juventus. Quello che in Italia
ci sembra fantastico all’estero diventa normale e così
a seguire. Certe sentenze emesse dal campo sono figlie di un movimento in difficoltà, litigioso e bloccato dai veti incrociati. In Italia si cammina, oltreconfine si corre. Vale per
il calcio, ma non solo.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA