Altro ko del Chieti, Marino rischia

Traballa la panchina del tecnico dopo la sconfitta per 2-3 col Miglianico in casa, squadra fischiata
CHIETI. Altro tonfo all'Angelini. Il Chieti perde con il Miglianico (2-3) e la panchina di Umberto Marino traballa. Dopo cinque giornate, i neroverdi sono a -6 dalla capolista Sambuceto. Un cammino al di sotto delle aspettative che non soddisfa la società, la quale sta riflettendo in queste ore sulla posizione dell'allenatore campano. «Se sono io il problema, posso farmi da parte», ha detto Marino ai tifosi della curva Volpi, subito dopo la partita. Ma le dimissioni non sono arrivate e non arriveranno.
Oggi la società a mente fredda deciderà se cambiare la guida tecnica. Una decisione non è stata ancora presa. «Le riflessioni sono in corso», spiega il presidente Filippo Di Giovanni. «Quello visto in campo, al di là dell'impegno di qualche singolo, non è lo spettacolo che deve dare una squadra come il Chieti. È una sconfitta che non si può accettare al pari dell'atteggiamento della squadra che sta andando in una direzione che non è quella che vuole la società. Non possiamo nasconderci. Ora si apre una fase di riflessione perché dobbiamo dare risposte. Non si può perdere ancora in casa. Le ambizioni della società sono altre. Se non arrivano i risultati, bisogna capire cosa non va. La squadra non ha ancora trovato la sua dimensione e questo è preoccupante perché, se da un lato abbiamo qualche giocatore alle prese con problemi fisici (Leccese, ndc), è ingiustificabile che prendiamo gol ogni volta che la palla cade nella nostra area». A fine partita è scattata la contestazione della tifoseria che, oltre a prendersela con l'allenatore, ha chiesto ai giocatori di tirare fuori gli attributi. La posizione di Marino non è più solida e già circolano i primi nomi per la successione: sul tecnico neroverde c'è l'ombra di Attilio Piccioni, ex giocatore neroverde ed ex allenatore del Real Giulianova che ha riportato in serie D, dopo aver vinto due campionati di fila. Tra i papabili ci sono anche Roberto Vagnoni, ex Castelfidardo, più volte avvistato sugli spalti dell'Angelini, e Fabio Montani, che ha tanta esperienza in questa categoria e conosce bene Micciché, Rodia e Di Lallo.
La partita? Il Miglianico e Valdes si confermano la bestia nera del Chieti. I gialloblù espugnano l'Angelini per la seconda volta, dopo la vittoria in coppa Italia, e lo spauracchio dei neroverdi è ancora l'attaccante argentino, autore di una doppietta. Eppure la partita si era messa in discesa per i padroni di casa che, dopo aver rischiato lo svantaggio (palo di Polisena), hanno trovato il vantaggio con Micciché. Il Miglianico ha subito pareggiato su rigore con Valdes (fallo di mano di Di Ciccio), ma il Chieti ha creato tante occasioni per raddoppiare, colpendo un palo con Delgado e peccando ancora di incisività sotto porta. I gialloblù fanno male ogni volta che si affacciano nell'area del Chieti e colpiscono ancora nella ripresa con Valdes e con un eurogol dai 25 metri dell'ex Battista. Marino getta nella mischia anche l'acciaccato Leccese, che rischia di operarsi e di rimanere fermo a lungo per un problema al tendine. Delgado si procura un rigore e accorcia le distanze. Ma il Chieti spinge più con la forza dei nervi che con le idee per raggiungere il pareggio ed esce dal campo contestato dai tifosi. Oggi si conoscerà il futuro di Marino.
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

