Amadio: io e il Teramo amore vero

«Prima la salvezza, poi assalto play off Asta mi piace, Vivarini un maestro»
TERAMO. Si apre la settimana che potrebbe portare le prime novità di mercato in uscita e poi, eventualmente, in entrata. In casa Teramo, nel frattempo, ci si gode il pieno recupero di Stefano Amadio. Il centrocampista, reduce da alcuni problemi muscolari, potrebbe essere il vero "rinforzo" di gennaio. Tre giorni fa Amadio ha compiuto 29 anni e, tra un allenamento e l'altro, ha raccontato al Centro le sue sensazioni in vista della ripresa del campionato in programma il 20 gennaio contro il Vicenza.
Amadio, i guai fisici sono finalmente alle spalle?
«Sì. Ho approfittato della lunga sosta per rimettermi definitivamente a posto. Spero di essere più utile di quanto ho fatto nei primi mesi della stagione. Chissà, magari divento davvero il rinforzo di gennaio per il Teramo (ride, ndc)».
Lei è alla quarta stagione in biancorosso ed è tra i giocatori più esperti del gruppo. Come ci si sente nel ruolo di leader di una squadra?
«È una responsabilità importante e mi gratifica molto essere un punto di riferimento per lo spogliatoio insieme ai quattro-cinque elementi più "anziani". A Teramo sto vivendo le fasi migliori della mia carriera e mi sento ormai un teramano d'adozione».
Il suo contratto, rinnovato la scorsa estate, scadrà nel 2019. Un pensierino ad allungare ulteriormente il matrimonio con il Teramo lo sta già facendo?
«Mi farebbe molto piacere, ma è il campo che stabilisce se uno merita o no il rinnovo di un contratto. Da parte mia c'è la disponibilità a restare più a lungo».
Come si trova con Asta?
«Bene. È un grande lavoratore, ha idee valide e finora sta svolgendo il suo compito nel migliore dei modi. Il Teramo, nella prima parte di campionato, ha raccolto meno di quanto meritasse. Speriamo di raccogliere di più nel girone di ritorno».
Lei si trova meglio con il modulo 3-5-2 o con il 4-3-3?
«Il 3-5-2 lo conosciamo piuttosto bene e lo interpretiamo con disinvoltura. È chiaro, però, che giocando a tre in avanti si valorizzano di più gli esterni offensivi e si ha maggiore pericolosità in attacco. Noi siamo pronti per tutte le eventualità. Vediamo quali saranno le intenzioni tattiche del mister alla ripresa del campionato. Io, sinceramente, non ho preferenze».
A chi si ispira?
«Pirlo mi è sempre piaciuto, poi da quando ha smesso ho spostato le mie attenzioni su Modric del Real Madrid. Adoro il suo modo di stare in campo e le sue qualità».
Quale partita ricorda con più piacere da quando è a Teramo?
«La gara di Savona del 2 maggio 2015, nonostante tutto quello che è successo dopo (la revoca della promozione in B, ndc), rimarrà per sempre nella mia mente. È la partita che mi ha dato più emozioni e adrenalina in carriera».
In serie B lei ci è andato comunque, nell'estate del 2016, giocando però soltanto per pochi mesi nel Latina. Rimpianti? «Di sicuro un po' di rimpianto c'è, inutile negarlo. Potevo fare di più e non me la sono giocata come avrei potuto. La considero ugualmente un'esperienza formativa. Spero, un giorno, di avere una nuova chance in B, pur sapendo che non è facile».
A volerla a Latina fu Vivarini. Quanto è stato importante per la sua carriera il tecnico di Ari ?
«È colui che mi ha insegnato quasi tutto quello che so fare. Vivarini è il tecnico più importante che ho avuto. Gli sono grato dell'opportunità di giocare in B e con lui ho vissuto momenti indimenticabili».
Lei ha conosciuto l'Abruzzo nel 2010 con il Chieti. Che ricordi ha dei due anni in maglia neroverde ?
«Il primo anno c'era proprio Vivarini in panchina e arrivammo al sesto posto nel girone B di C2. L'anno successivo (2011-2012, ndc) perdemmo i play off contro la Paganese e fu un duro colpo da digerire. Ho un bel ricordo del Chieti».
Con quale compagno ha legato di più in questi anni?
«Vorrei citare tutti i protagonisti della cavalcata verso la serie B del 2014-2015. È stata un'annata fantastica sotto ogni profilo, anche per il gruppo che si era creato».
Quest'anno guardate solo alla salvezza o si può sperare nei play off?
«Se riusciamo a raggiungere una zona tranquilla della classifica c'è la possibilità di entrare tra le prime dieci. Salvarsi il prima possibile, quindi, può portare un piazzamento nei play off».
Gaetano Lombardino
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