Amatori, è la nona sinfonia anche Catanzaro si inchina

31 Dicembre 2018

I pescaresi al piccolo trotto nei primi due quarti lasciano spazio alla squadra calabrese poi salgono in cattedra e allungano la striscia di vittorie. Serafini e Potì in evidenza

PESCARA. Nono successo di fila (79-45) e pronostico rispettato, ma l'Amatori contro la più modesta Catanzaro solo nella seconda parte della contesa è riuscita a stabilire, ed anche in tempi brevi, uno scarto ampio e credibile. L'approccio molle all'impegno, forse determinato da inconsapevole rilassamento, ha prodotto una metà gara molto sottotono, giocata alla pari con i giovani e volitivi avversari ma in un contesto di ritmo e contenuti inusuali per i ragazzi di Rajola. La svolta, decisa e rapida, a metà terza frazione, con crescenti vantaggi accompagnati da progressivo calo da parte dei calabresi.
Nessun dubbio sull'esito della gara, meritato e netto, che ha evidenziato le riconosciute distanze tecniche tra le due formazioni, ma per 25 minuti i ragazzi di Furfari sono riusciti a tenere testa ai più titolati avversari, in un contesto certo non ricco di spunti spettacolari. Per l'Amatori, meglio sotto i tabelloni, e adeguato sfruttamento del contropiede quando la difesa ha ripreso attenzione e vigore, e la partita ha preso la direzione finale. Approccio morbido sia in difesa che in attacco per i pescaresi che comunque si pongono subito in vantaggio contro una maggiore vivacità, ma alquanto sterile, degli avversari (17-10 al 7').
Le prime rotazioni cambiano poco il tranquillo decorso della partita, così come le variazioni difensive di Rajola. La prima frazione si chiude sul 22-19 senza entusiasmare troppo su entrambi i fronti. L'apatia perdura anche nella seconda frazione, tra ritmi blandi ed errori; l' Amatori non riesce ad allungare nonostante i cambi, pur mantenendo un flebile vantaggio misurato mediamente su un solo possesso (29-27 al 17'). La zona dei calabresi poi non agevola i locali, che sbagliano un po' da tutte le posizioni; si segna col contagocce e si va al riposo con equilibrio sul campo (33-30) e qualche sbadiglio sugli spalti. Per attendere un minimo di scossa si deve giungere alla metà della terza frazione, con i canestri di Serafini e Capitanelli in transizione (48-39 al 27') che controbattono le incursioni di Gaetano e Dell'Uomo. Si apre così un primo solco per i pescaresi, che comunque denotano di non essere nella giornata migliore.
Una difesa più convinta porta comunque quello slancio che torna ad accrescere le velleità dei padroni di casa. Si arriva così al quarto finale con un ritrovato spirito positivo (57-39 al 30') che finalmente da un segnale chiaro sull'esito della gara. Nell'ultima frazione si rivede un gioco finalmente più sciolto, con Poti' principale protagonista, e non ci sono problemi per i pescaresi a far lievitare il vantaggio vincente, anche con l'utilizzo di tutti gli under.
Rajola a fine gara è soddisfatto essenzialmente per il risultato, meno dei contenuti del gioco e della continuità. «Avevo detto di stare attenti, non siamo entrati in gara con il piglio giusto, ma nel secondo tempo abbiamo avuto un altro atteggiamento. A parte che il Catanzaro è squadra che finora se l'è giocata con tutti, devo dire che in settimana ci siamo allenati meglio di come abbiamo giocato nel primo tempo, ma alla fine siamo venuti fuori». «Abbiamo giocato solo per 20', e poi lasciato il cervello nello spogliatoio», gli fa eco il coach calabrese Furfari, «contro una squadra molto forte organicamente, da un certo punto in poi ho preferito far giocare i giovani; solo attraverso la loro maturazione possiamo centrare l'obiettivo della salvezza». Non manca un complimento per l'ex di turno, il catanzarese Carpanzano: «ÈE un ottimo giocatore, e con lui la squadra gioca bene», afferma con un pizzico di rammarico per non averlo ancora con la squadra della sua città.
Paolo Toro
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