Amicacci, storico trionfo Lo scudetto a Giulianova

23 Aprile 2023

I giallorossi vincono anche a Meda: è il primo tricolore in 41 anni di attività Il tecnico Di Giusto al 22° successo: «Contento per i Marchionni, padre e figlio»

Va in bacheca il primo tricolore in 41 anni di storia per la Deco Metalferro Amicacci, che con la vittoria in trasferta di ieri per 52-63 ha battuto con un secco 2-0 i campioni uscenti della Briantea84 Cantù. Amicacci brava a sorpassare nel secondo quarto andando avanti di una decina di punti, e poi brava a rintuzzare ogni tentativo dei padroni di casa grazie ai canestri di Barbibay (MVP), alla sapienza di Cavagnin, alla presenza di Benvenuto, al talento di Vigoda, alla bravura della Hawtin, senza scordare il sesto uomo di lusso Marchionni. Un risultato secco che dimostra come i giallorossi siano stati un mix di talento e concretezza, di gioventù ed esperienza, costruito dall’allenatore Carlo Di Giusto, che è pure coach della nazionale e nume tutelare della pallacanestro in carrozzina visto che questo è il suo 22° scudetto totale di cui l’8° da allenatore: «Una vittoria meritata perché in questo momento topico della stagione abbiamo dimostrato di essere arrivati più squadra e più forti. Complimenti a Cantù avversario fortissimo, sono contento per il capitano Marchionni che ha fatto la differenza in campo e ha alzato il trofeo da giuliese». L’anno scorso al suo arrivo a Giulianova aveva raccontato di aver fatto una promessa: «L’amicizia con il patron Peppino Marchionni è di vecchia data. Mi aveva chiesto di entrare negli Amicacci per fare qualcosa di importante insieme. Peppino, ci siamo riusciti». E sembra solo l’inizio, chiara la nuova progettualità del club: «Ho cercato di far capire che bisognava aprirsi ad una nuova mentalità. Lo stiamo facendo perché vinciamo lo scudetto ma abbiamo già un paio di giovani prospetti italiani che vogliono venire ad allenarsi con noi». È il momento delle dediche: «A Peppino e a Edi D’Angelo. Ma la più grande la faccio alla mia squadra e a quei giocatori che hanno sempre dato tanto negli allenamenti avendo poco minutaggio: gente come Messina, Blasiotti, Minella, Baho, Brakus senza scordare lo sfortunato Stupenengo, dimostrano che questa vittoria è stata costruita insieme durante gli allenamenti». Il futuro Amicacci è una strada dritta: «Spero che questo successo diventi linfa vitale per aumentare la visibilità sui media, per avvicinare a sostenerci tante realtà economiche e gli enti governativi. Siamo una realtà importante, che dopo anni riporta in Abruzzo uno scudetto». Era il 2018 quando l’Acqua&Sapone Montesilvano vinse quello del calcio a5.
Marco Rapone
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