Amoroso: a Bologna voglio battere Mancinelli

Roseto, l’ala: «La vittoria nel derby ci dà morale. Con la Fortitudo c’è il mio amico» Tifoserie gemellate e tanta aria di serie A tra le due squadre come nel 2004/05
ROSETO. Ancora tanto basket in questa settimana per gli appassionati abruzzesi, con il Roseto Sharks che domani sera, alle 18, sarà impegnato al PalaDozza di Bologna contro la Fortitudo. Un match importante, che fa ancora annusare nell’aria il sapore della serie A: tutti ricordano la stagione 2004/2005, quando il Roseto di Spahjia e Rauf dopo tre gare tirate lasciò strada a quella Climamio, nella quale giocava già l’abruzzese Stefano Mancinelli, con i felsinei che arrivarono al secondo scudetto col canestro di Douglas convalidato all’instant replay per la prima volta nella storia.
E se si aggiunge anche il gemellaggio tra le tifoserie, ci sono tutti gli ingredienti per assistere a un grande match. Il quadro lo fa Valerio Amoroso, ala forte degli Sharks, che proprio l’anno scorso giocava con quella Fortitudo che arrivò in finale play off.
«Andiamo a giocare su uno dei campi più belli d’Italia. Noi arriviamo da un derby vinto, cosa che ci dà grande morale, anche perché questa vittoria ci ha permesso di mettere ancora più distanza tra noi ed il fondo della classifica». Domani Amoroso gioca contro il suo recente passato: «Andiamo a giocare il basket migliore possibile e goderci questo bel momento, contro un team che è partito con grandi ambizioni. Sarebbe bello vincere, per continuare questo trend positivo».
È una Effe molto diversa rispetto all’anno scorso: «Praticamente hanno un quintetto tutto nuovo, decidendo di ripartire da capo; questo significa che avranno bisogno di più tempo per entrare nel sistema del loro allenatore. E magari proviamo ad approfittarne».
«Le pretendenti alla promozione? Metto Treviso e la Virtus Bologna». Un mesetto fa Amoroso raccontava di essere ancora lontano dalla forma migliore. «Sono ancora un po’ indietro, per fortuna grazie anche allo staff, si cresce a ogni allenamento. Certo che gioco sempre tanto e a fine gara si sente un po’ la stanchezza, ma ci sta, stringiamo i denti senza indietreggiare».
Amoroso è un esteta del basket: «Segnare canestri è importante, ma ritengo fondamentale costruire bene ogni azione: è una cosa che aiuta tutti, perché tutti toccano la palla ed entrano in fiducia, sale la sicurezza del gruppo e questo porta risultati. Noi come squadra abbiamo dei limiti che ci penalizzano. Ad esempio, non siamo ottimi passatori e facciamo fatica nelle letture d’attacco, problema che senza Fultz si acuisce; ma succedono anche cose belle, come la gara contro Treviso senza di lui, dove ce la siamo giocata fino alla fine».
Fortitudo-Sharks sarà anche la sfida tra due ex nazionali. Nel bologna ci sarà Mancinelli: «Siamo amici, abbiamo anche giocato due anni insieme, sarà un piacere ritrovarsi sul parquet; difficile che uno possa stupire l’altro, l’unica è provare a non marcarci tra di noi! A parte gli scherzi, giocare contro darà motivazioni extra a entrambi».
Marco Rapone
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