Anania, rivincita di un numero uno

Il portiere da incognita a grande protagonista: «Devo tutto a Zeman»
PESCARA. Dal dimenticatoio alla gloria. Da vice designato a titolare inamovibile. In pochi mesi la carriera di Luca Anania, portiere, classe 1980, detto il "giaguaro dagli occhi blu" (Soprannome impegnativo: fu di Castellini nel Torino dei record. ndr) è cambiata radicalmente. In estate sembrava destinato a dodicesimo, visto che era arrivato il portiere dell'Under 21, Pinsoglio, adesso è titolare intoccabile. «Sono venuto con tanta umiltà. Il mister mi ha dato una grande possibilità: sto cercando di farmi trovare sempre pronto». Avvio scintillante il suo, una seconda giovinezza? «Sicuramente ero consapevole di arrivare in una piazza importante, con un grande allenatore. Stiamo facendo bene e sono contento». Carlo Pinsoglio è stato il primo colpo di mercato del nuovo Pescara, quando è arrivato anche lei qualcuno era un po' scettico. «Io non ho mai avvertito queste voci. Conosco come vanno certe cose nel nostro ambiente. So bene che bisogna dimostrare con i fatti, ho 30 anni ma me ne sento molti meno. Con Zeman mi sento giovane». Lei comunque è un pupillo di Zeman. «Non mi aspettavo il posto assicurato. A Lecce ero il secondo di un portiere d'esperienza come Sicignano. Con Zeman devi sempre dimostrare il valore in campo. Anche se sei un giocatore scelto da lui e non dimostri di valere lui non ti fa giocare. Il mister mi ha dato quest'anno una grande possibilità. Nel calcio non c'è riconoscenza io invece ne ho tanta nei suoi confronti. Io ero caduto nel dimenticatoio e Zeman mi ha riportato nel calcio che conta. Farò di tutto per ripagare la fiducia in questa grande piazza» Lei conosce bene il boemo. Com'è cambiato rispetto ai tempi di Avellino e Lecce? «I metodi sono sempre gli stessi. Lo vedo molto carico e felice. Giochiamo il calcio che vuole lui, ha capito che la piazza si diverte, i tifosi adorano il suo calcio. È consapevole che sta facendo un buon lavoro, ma allo stesso tempo vuole migliorare il suo Pescara ogni giorno di più». Anania portiere ideale per come concepisce il calcio Zeman. «Vuole un portiere diverso rispetto al solito. Devi sempre uscire fuori dai pali, anche fino al centrocampo. Io ho imparato tanto, perché non è facile. A me è sempre piaciuto giocare con i piedi, al contrario dei portieri vecchio stampo». Vedremo battere punizioni e rigori? «I rigori per scherzare li batto in allenamento. Non sarei bravo a farlo davanti a 10mila persone». Cosa sta cambiando in difesa rispetto alle prime giornate, visto che subite pochi gol? «Sicuramente abbiamo acquistato fiducia. Poteva capitare che le cose non andavano benissimo, calcolando anche la giovane età della squadra. Invece con i risultati e le prestazioni positive le cose vanno molto meglio». Adesso si va a a Bari. «Ottima squadra, viene da una sconfitta e farà di tutto per riscattarsi in casa. Noi siamo consapevoli della nostra forza, ma dobbiamo essere umili. Solo così possiamo fare bene anche a Bari. Fare punti a Bari darebbe una conferma ulteriore al nostro momento positivo». Conosce Torrente come allenatore? «No, ma è stato con mio fratello Matteo a Gubbio. Adesso lui è a Perugia, ma proverò a fargli uno squillo». Zeman non ha vinto molti campionati. Quest'anno con il Pescara potrete cambiare il suo trend? «Il campionato di B è lungo e non sono capace di fare previsioni. Adesso stiamo andando bene e spero che continueremo così. La piazza si toglierà delle belle soddisfazioni, perché seguiamo alla lettera Zeman. Possiamo fare strada, ma con tanta umiltà perché il campionato è lungo e difficile».
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