Anche i tifosi all’alba allo stadio: «Chieti, ti devi svegliare»

Alle 6 del mattino all’Angelini per contestare i neroverdi E domani trasferta vietata ai supporters del Giulianova
CHIETI. Non importa che siano le sei di mattina di una giornata lavorativa. C'è un messaggio importante da lanciare alla squadra. Cinquanta tifosi teatini si sono svegliati ieri all'alba per assistere all'ultimo allenamento punitivo del Chieti, che da tre giorni si allena alle prime luci del mattino, come deciso dal patron Giorgio Pomponi dopo la sconfitta di Isernia. Gli ultrà 89 Mai Domi sono arrivati alle sei in curva Volpi per chiedere alla squadra maggiore impegno e attaccamento alla maglia. "Tirate fuori i c...", "Meritiamo di più", "Noi vogliamo vincere", questi i cori lanciati dagli ultrà neroverdi che hanno acceso diversi fumogeni e chiamato la squadra sotto la curva. "Svegliatevi", è la scritta apparsa sullo striscione esposto dagli 89. "Se si ripeterà una prestazione come quella di Isernia, saranno dolori", dicono alcuni tifosi, "noi siamo il Chieti: la maglia va onorata". La squadra è sotto pressione e il caso anomalo di allenarsi all'alba è finito anche sotto i riflettori di alcuni dei principali media nazionali, tra cui la Gazzetta dello Sport che ieri ha mandato un inviato allo stadio. Inutile girarci intorno: i giocatori sono infastiditi per il clamore che ha suscitato questa vicenda. E, come se non bastasse, Pomponi ha alzato ulteriormente il tiro: «Se i giocatori non capiscono il significato della parola sacrificio, li caccio a calci in c...», ha detto il patron in un'intervista rilasciata a Radio 24. La squadra subisce gli attacchi, ma pensa a lavorare in vista del derby di domani con il Giulianova, dove mancherà l'infortunato Riccucci e forse anche Di Nardo che ha preso una botta al ginocchio in allenamento. «Stiamo vivendo questa situazione con grande professionalità», spiega il capitano Federico Del Grosso, «perché il nostro dovere è difendere i colori della città. Facciamo un mestiere fatto di sudore e sacrificio e non è stato un problema alzarsi alle cinque di mattina. A livello personale è stata una lezione che mi è servita per capire il significato della vita reale. Un calciatore spesso vive in un mondo parallelo e non si rende conto dei sacrifici che hanno fatto i nostri genitori. Mi ha dato fastidio, però, leggere alcuni commenti sui social network di gente che ci ha deriso e sbeffeggiato. Sono cose che toccano la dignità. Abbiamo voglia di rispondere sul campo e tornare a fare prestazioni dignitose. Con il Giulianova (rescisso il contratto con Ndiaye Abdou Diouf, ndr) si può solo vincere».
Intanto, il prefetto di Chieti ha vietato la vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Teramo.
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

