Angelone padre e figlio: Amiternina, il trionfo di una famiglia

SCOPPITO. La vittoria della coppa Italia di Eccellenza da parte dell’ Amiternina contro il Chieti ha messo in luce il pregio più importante della formazione giallorossa: quello di saper soffrire. Un...
SCOPPITO. La vittoria della coppa Italia di Eccellenza da parte dell’ Amiternina contro il Chieti ha messo in luce il pregio più importante della formazione giallorossa: quello di saper soffrire. Un risultato storico per il club di Scoppito alla prima coppa in bacheca, inatteso per certi aspetti, visto il divario in classifica che c’è con la corazzata teatina, che primeggia incontrastata la classifica dell’Eccellenza. Davide che batte Golia è sempre una storia affascinante e l’impresa di Silvi ne è un chiaro esempio. Una gara sorniona e di sacrificio per gli uomini di Vincenzino Angelone, impeccabili tatticamente dall’inizio alla fine, specie quando nella ripresa la pressione del Chieti era diventata più consistente. L’Amiternina con le reti di Di Alessandro e Facecchia ha rovinato la festa agli oltre 400 spettatori di fede neroverde che avevano seguito la propria squadra nella vicina Silvi. «Sono emozioni indescrivibili e bisogna viverle per poterle capire, specie per me che vivo di calcio», è il commento del tecnico Angelone. «Abbiamo fatto una partita ricca di contenuti e quando giochi contro una squadra tecnicamente più forte devi mettere in campo anche il cuore e la testa. Per quello visto in campo, la Coppa l’abbiamo meritata. Va fatto un plauso ai ragazzi per questa impresa, usciti dal campo veramente stremati». Un altro trofeo per il tecnico aquilano che nel suo curriculum ha già conquistato una Coppa Abruzzo, una Coppa Mancini, due promozioni in Eccellenza e una in serie D. «Era un trofeo che mancava, sia a me che alla società. Abbiamo fatto qualcosa di storico per noi e per il nostro Comune». L’Amiternina ora inizierà le fasi nazionali della Coppa Italia, affrontando in casa il prossimo 27 febbraio i Tre Pini Matese, anche se l’ultima impresa degli scoppitani sarà quella di salvarsi in campionato. «Innanzitutto dobbiamo pensare», commenta Angelone, «alla trasferta di Spoltore in campionato, poi penseremo alla Coppa, ma la priorità resta sempre il campionato». Mercoledì in campo, c’era anche il diciottenne Filippo Angelone, figlio di Vincenzino, partito titolare, uscito per infortunio. «Allenare il proprio figlio è sempre un’ arma a doppio taglio, ma con Filippo sono severo come lo sono con gli altri. Lo tratto come gli altri, ora stava facendo bene e ho pensato di farlo giocare dall’inizio». Per Filippo «venendo dagli Allievi non mi sarei mai aspettato di arrivare a questo punto. Sono cresciuto nell’Amiternina e per me è una soddisfazione doppia. Con mio padre riusciamo a dividere la parentela nello sport. Mi piacerebbe restare all’Amiternina e magari di riportarla in serie D».
Pierluigi Trombetta
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