Angelozzi: da Atri a La Spezia, Abruzzo casa mia

16 Ottobre 2019

Il ds dei liguri racconta le sue origini: «Sono nato a Catania, ma ho la testa dura degli abruzzesi»

PESCARA. Il suo accento è siciliano, ma le radici sono abruzzesi. Napoli, Lecce, Bari, Sassuolo e adesso lo Spezia. Guido Angelozzi, 64 anni, è il direttore sportivo del club ligure e sabato tornerà nel suo Abruzzo. Il dirigente nato a Catania, infatti, è di origine atriana. Il padre era di Atri. Da dove, giovanissimo, è partito per svolgere il servizio militare a Catania, lì poi si è stabilito e ha messo su famiglia. Il direttore sportivo dello Spezia si racconta al Centro, facendo un tuffo nel passato e, soprattutto, parlando della sfida di sabato tra i bianconeri di Italiano e il Delfino di Zauri.
Angelozzi, per la gara contro il Pescara è un derby?
«Sì, ho giocato per tre stagioni a Giulianova, negli anni 80, al comando del club c’era Pietro Scibilia. Ero un centrocampista e sono stato anche capitano della squadra. Tuttavia, il mio legame con l’Abruzzo è molto forte perchè sono originario di Atri. Quando sono in zona cerco sempre di fare una scappata dai miei parenti. Atri per me rappresenta tanto e ci torno con grande piacere. Ho tanti parenti e amici ed è sempre bello andarli a trovare. Ora manco da un paio d’anni, ma spero di tornarci presto. Mio padre era di Atri. Da ragazzo è partito per svolgere il servizio militare a Catania, lì poi ha conosciuto mia madre e ha messo su famiglia: sono nati sei figli, tra cui io. Sono siciliano di Catania, ma ho la testa dura dell’abruzzese».
Sabato che partita sarà?
«Si affronteranno due squadre che amano il bel calcio e che in rosa hanno tanti giovani molto interessanti. Pescara è una piazza storica, che ha fatto diversi campionati di serie A, noi a La Spezia ci proviamo a costruire un progetto in grado di portare alla serie A».
Parlava di giovani, su chi si sente di puntare?
«Tra i nostri dico il portiere Titas Krapikas, classe 1999, capitano dell’under 21 lituana. Senza dimenticare i vari Capradossi, Ricci, Maggiore e Marchizza, con questi ultimi due nel giro dell’under 21 azzurra. Del Pescara mi piace molto Tumminello e la sua assenza per infortunio pesa tanto. Mi piacciono molto anche Bettella e Palmiero e poi c’è Andrea Cisco, che, quando ero al Sassuolo, ho preso dal Padova. A Pescara il presidente Daniele Sebastiani e il mio amico ds Giorgio Repetto stanno facendo un gran bel lavoro, senza dimenticare il settore giovanile diretto da Giuseppe Geria, che ha lavorato con me a Bari per diversi anni».
All’Adriatico ci sarà anche la sfida tra due tecnici esordienti, Luciano Zauri e Vincenzo Italiano.
«Senz’altro una cosa positiva, perché il nostro calcio ha bisogno di giovani allenatori. Tutti e due stanno dimostrando di avere stoffa. In questo mondo ci vuole coraggio ed è giusto scommettere sui giovani».
Lo Spezia è all’ultimo posto. Classifica bugiarda?
«Secondo me sì. Delle partite giocate, abbiamo meritato di perdere solo quella contro il Trapani».
Pescara-Spezia è anche la sfida tra le due difese più “allegre” del campionato. Il Delfino ha subito 12 gol, la vostra squadra 13.
«Quindi possiamo dire che sarà una partita ricca di emozioni e difficilmente ci si annoierà (ride, ndr)».
Del Pescara che idea si è fatto?
«La società ha costruito una buona squadra, che, come lo Spezia, può puntare ai play off. I biancazzurri in avvio hanno avuto un po’ di difficoltà, ma ora si sono ripresi alla grande. Secondo me, dopo le big del campionato, Spezia e Pescara possono candidarsi a sorprese del torneo». (l.d.m.)
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