Annuncio a sorpresa: il Milan ai cinesi

Firmato il preliminare con una società che pagherà 740 milioni. Berlusconi presidente onorario. Via Galliani, ecco Fassone
MILANO. Sembrava che niente si muovesse, che anzi la trattativa si fosse arenata: e, invece, all'improvviso succede l'incredibile. Il Milan non è più di Berlusconi, è diventato cinese come l'Inter. Una cordata di imprenditori asiatici - riunita in una società costituita ad hoc - rileva il 99,93% del club. Il preliminare di vendita viene firmato a Milano, poi i manager Fininvest insieme a quelli cinesi si trasferiscono a villa Certosa in Costa Smeralda per andare da Berlusconi, definire l'accordo e dargli una rassicurazione: resterà presidente onorario.
Una svolta che mette la parola fine all'era berlusconiana e a una rivoluzione durata 30 anni. Già dalla mattina parte il tam tam di voci che non trovano immediata conferma. Poi, qualche minuto prima delle 14, la Fininvest diffonde il comunicato che fa il giro del mondo: la notizia del passaggio di proprietà è ufficiale. La Sino-Europe Sports Investment Management Changxing è la nuova proprietaria del Milan grazie a un affare che mobilita risorse per oltre un miliardo di euro. Ma la trattativa tormentata chiusa ieri viene da lontano, i primi contatti con i cinesi già due anni fa. Poi l'impegno dell'intermediario Sal Galatioto e del suo collaboratore Nicholas Gancikoff, defenestrati nel finale per contrasti interni. Settecentoquaranta milioni per l'acquisto (compreso il debito di 220 milioni), altri 350 per investimenti nel triennio di cui 100 da versare al momento del closing (entro il 2016), 15 milioni come caparra e 85 entro 35 giorni a partire: sono gli impegni messi nero su bianco nel preliminare di vendita. Ma chi sono gli imprenditori che vengono dalla Cina? Intanto, il presidente della società è Yonghong Li, l'ad si chiama Han Li. Ruolo importante lo riveste un fondo di Stato: Haixia che detiene il 15% della Sino-Europe Sports. Berlusconi aveva rassicurato i tifosi sul futuro del club che sarebbe stato affidato a persone sicure e fidate, capaci di forti investimenti per interrompere una crisi cominciata qualche anno fa con le cessioni dolorose di Ibrahimovic e Thiago Silva. Poi, quando gli scettici sembravano avere ragione, arriva il colpo di teatro con alcune certezze e molte incognite. I cinesi dovranno ridisegnare una società finora saldamente in mano a Berlusconi affiancato da Galliani e da Barbara Berlusconi. Galliani dovrà lasciare, Barbara è in bilico. Marco Fassone sembra che sia l'uomo forte scelto dalla nuova proprietà per il doppio incarico di ad e dg. Dall'Inter al Milan il passo non è breve ma la nuova sfida di certo lo motiva. Equilibri inediti ma fortemente auspicabili: i tifosi si erano disamorati, sofferenti nel vedere il fallimento di una stagione dietro l'altra. Quindici milioni della caparra andranno proprio al mercato finora piuttosto magro del Milan con Vangioni, Lapadula e Gomez. Ora la parola spetta ai cinesi, nuovi mandarini del calcio meneghino.

