Antenucci: la mia stagione migliore, finiamola

25 Aprile 2020

Il 35enne attaccante del Bari, giuliese d’adozione, tifa per la ripresa del campionato di serie C

PESCARA. Gli sono bastati pochi mesi per diventare l’idolo dei tifosi del Bari. Fino alla scorsa estate lo era dei sostenitori della Spal. Ovunque Mirko Antenucci si è fatto apprezzare, perché fa rima con gol. 173 in 568 partite da professionista. A cominciare da quelle con la maglia giallorossa del Giulianova dove è cresciuto calcisticamente. Lui molisano di origine, giuliese di adozione, a tal punto che lì ha messo su famiglia sposando la signora Eleonora che lo ha reso padre di Camilla e Sofia. A Giulianova nella Berretti è stato allenato da Vincenzo Vivarini, il tecnico che oggi lo guida a Bari. Venti reti in questa stagione per il 35enne attaccante che al primo anno ha già conquistato Bari. Tra i professionisti solo Ciro Immobile (27) e Cristiano Ronaldo (21) hanno fatto meglio sotto porta. «173 gol in 568 partite. Che dire, fa strano che dietro a due numerini si nasconda una carriera in cui c’è molto altro: la soddisfazione di aver segnato in tutte le categorie, di aver raggiunto la doppia cifra in tutte la categorie professionistiche, essere tra gli attaccanti più prolifici in attività, campionati vinti, delusioni. Quello che non è mai mancato è stata la voglia di mettersi in discussione, il sacrificio e l’amore per questo sport. Ho ancora la possibilità di divertirmi, dimostrare il mio valore; ho ancora il fuoco dentro, quello che ti spinge avanti, sempre di più». Anche lui si trova a Bari in attesa degli eventi. «Passo le giornate assieme a mia moglie Eleonora e le mie bimbe Camilla e Sofia. Dal gioco alla cucina, i colori, i compiti: ci divertiamo a suonare e cantare, un po’ di tutto». Uno stato d’animo che, però, non gli impedisce di guardare oltre in tempi di coronavirus. «Ci tenevo a ringraziare medici, infermieri e addetti al servizio sanitario che in questo momento stanno facendo qualcosa di eroico e straordinario. Vi prego di continuare così, perché l’Italia ne ha bisogno. So che rischiate ogni giorno, siete i nostri eroi, siamo nelle vostre mani. Vi ringrazio davvero di cuore».
È il capocannoniere della serie C. Nel 4-3-3 disegnato all’inizio della stagione da Cornacchini agiva da attaccante esterno di sinistra; con l’avvento di Vivarini qualcosa è cambiato. Il tecnico originario di Ari lo ha accentrato, piazzandolo al fianco di un attaccante centrale e i gol sono arrivati copiosi. «Le statistiche dicono che questa sia una delle mie migliori stagioni a livello di realizzazioni (ad Ascoli con Bepi Pillon nella stagione 2009-2010 è arrivato a quota 24). Sono soddisfatto, ma si può sempre fare meglio. Dispiace che il tutto si sia interrotto nel momento clou del campionato; spero che presto si torni, tutti quanti, ad una vita più normale». Tanto da poter far ripartire anche il calcio? Mirko Antenucci se lo augura. Lui come tutto il Bari ci spera per continuare a inseguire la promozione in serie B, magari ai play off visto che la Reggina sembra irraggiungibile nel girone C della serie C. «Certo che mi darebbe fastidio non finire questo campionato, a me, come a tutta la categoria. E’ stato giocato l’80% delle partite, sarebbe un vero peccato per tutti quelli che si sono messi in gioco, al di là di obiettivi e classifica. Sarebbe giusto finirlo, sempre nel rispetto della salute e delle norme. Aspettiamo e vediamo se e come andrà a finire». Parola di bomber.
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