Antignani, il figlio d’arte a 37 anni punta quota 300

7 Marzo 2019

L’attaccante del River 65 si racconta: «Dei 281 gol segnati quello di domenica scorsa è il più bello»

CHIETI. Il 31 maggio prossimo Davide Antignani compirà 37 anni. Non pochi per uno che ha iniziato a giocare sul serio a soli 16 anni (col Ripa Teatina, in Promozione), dopo aver svolto la consueta trafila nelle giovanili del Bucchianico. Non in quelle della sua squadra del cuore, ovvero il Chieti, che è poi la città in cui è nato e in cui ha pure giocato il padre Antonio. «Che ormai non mi segue più dal vivo, lasciando il compito a mia mamma Virgina, la vera ultrà della famiglia, ed ai miei bimbi Antonio e Martina». A parlare così è lo stesso Antignani junior, centravanti in attività del River Chieti 65, dopo una vita spesa tra serie D, Eccellenza e Promozione, nelle file di un'interminabile elenco di squadre: dal già citato Ripa agli attuali scalini, passando per Casoli, Tre Ville, Ortona, Miglianico, Chieti, Cologna Paese, Montesilvano, Francavilla, Casalincontrada, Vastese e Silvi. Centinaia di gare, ed altrettante reti all'attivo, avendo sempre chiuso i suoi campionati (unica eccezione ad Ortona) sempre in doppia cifra. Sarà così anche quest'anno, visto che quello (ovviamente decisivo) rifilato domenica al Passo Cordone, è il gol numero 281, e l'undicesimo in stagione. «Il più bello di tutti», sottolinea con orgoglio Davide, che così lo descrive: «su un lungo rilancio dalla difesa, Bassi me l'ha spizzata di testa ed io, che pure prediligo il destro, ho colpito il pallone al volo di sinistro dal vertice dell'area infilandolo all'incrocio opposto. Di reti, in carriera ne ho segnate tanti, ma questa è sicuramente la più spettacolare». Con simili premesse, parlare di ritiro dai campi è quasi un'eresia. «E infatti», la sua replica immediata, «non ci penso affatto. Al momento riesco a conciliare al meglio sia l'attività calcistica che quella da allenatore, intrapresa negli ultimi anni grazie alla opportunità offertami dal River Chieti 65. Attualmente guido i Giovanissimi del 2005 ed è una cosa che mi gratifica, anche in considerazione dell'ottimo livello del vivaio scalino. In assoluto tra i migliori d'Abruzzo. Del resto, tra i miei obiettivi c'è appunto quello di restare nel mondo del calcio, del quale non saprei davvero fare a meno, ed è per questo motivo che, alcuni anni fa, ho conseguito il patentino di base Uefa B, che mi permette di allenare fino alla serie D».
Nel frattempo, però, continua ad andare in campo. «Come detto», ripete, «riesco ancora a cavarmela, per cui non vedo per quale motivo dovrei smettere, senza contare che sono a 19 reti da quota 300 e non mi dispiacerebbe affatto raggiungerla». Due campionati vinti (a Chieti e Miglianico), qualche titolo di capocannoniere, e una fama da rigorista implacabile, visto che su circa 70 penalty calciati sinora, ne ha sbagliati appena 5... Ammonta invece a 22 reti (ottenute, entrambe le volte in Promozione, col Miglianico ed il River) il suo record stagionale di marcature, mentre per quel che riguarda i ricordi, i più belli in assoluto riguardano il Chieti: «Emozioni straordinarie, avendo nel 2008 contribuito alla promozione in serie D dei neroverdi con 11 reti. Ora seguo le gesta in tv e sono molto contento che stia per fare altrettanto». Quanto agli allenatori avuti, Davide Antignani, in conclusione, ne cita tre: «Peppe Donatelli, al quale devo davvero tanto, ma anche Montani e Carpineta».
Stefano De Cristofaro
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