Arbitri, Giancola respinge le accuse

Eccellenza, il capo dei direttori di gara abruzzesi replica sugli episodi contestati
LANCIANO. Eccellenza sull'orlo di una crisi di nervi. L'estremo equilibrio che sta caratterizzando il più importante dei campionati dilettantistici della regione, lascia aperto ogni discorso. In vetta come in coda. Ne consegue il grande interesse degli addetti ai lavori, ma anche un certo nervosismo da parte di chi, giocandosi in questi frangenti il tutto per tutto, non perde occasione per puntare il dito sulle terne arbitrali. Non c'è da stupirsi, essendo questa una pratica da tempo diffusa a tutti i livelli. Domenica scorsa però le lamentele, nei confronti di arbitri e collaboratori di linea, sono state tante, e c'è anche qualcuno, come il tecnico dei Nerostellati Matteo Di Marzio, che ha chiamato direttamente in causa il presidente abruzzese dell'Aia Angelo Giancola, chiedendo che la sua squadra non sia più arbitrata da fischietti provenienti da fuori regione. «Premesso che questo per noi è un complimento», la replica del numero uno dei direttori di gara abruzzesi, «visto che indirettamente certifica la validità dei nostri tesserati, è altrettanto chiaro che chi viene da fuori lo fa per dirigere sfide importanti. Non solo per le due squadre ma anche per la propria carriera, trattandosi di arbitri in lizza per il salto in serie D. E comunque, nello specifico, non ho ravvisato errori da parte sua, se non la piccola indecisione nel non essersi subito accorto della segnalazione del proprio collaboratore di linea, in occasione del rigore concesso e poi annullato ai pratolani». Quella dei Nerostellati però è solo una delle tante direzioni contestate domenica. «E' vero», conferma Giancola, «ma non c'è problema, nel senso che rispondo a tutti. Compreso il tecnico del River Chieti 65 Luciano Miani (lamentatosi del brutto clima che si sarebbe venuto a creare attorno alla sua squadra, rea di aver avuto troppi rigori a favore, ndc), persona che stimo essendo sempre stata equilibrata. Immagino che le sue siano state dichiarazioni dettate dall'emotività del momento, anche se l'arbitro in entrambe le circostanze si è comportato al meglio. Sia in occasione del penalty concesso al Sambuceto che di quello negato ai padroni di casa». E sulle dichiarazioni di Giuseppe Naccarella, allenatore dell'Acquaesapone? «Chi è causa del suo mal pianga se stesso», prosegue il capo degli arbitri, «e questo riguarda anche i tesserati del Penne. Entrambe le squadre, infatti, hanno sin dal principio creato un clima di tensione che non ha di certo aiutato nessuno. Men che meno l'arbitro. Che per inciso ha fatto bene ad espellere il giocatore di casa e a non concedere il rigore successivamente reclamato dagli stessi locali. Semmai, avrebbe dovuto essere meno tollerante con i vari protagonisti, visto l'eccessivo nervosismo». Il finale è tutto per il capitano del Francavilla Francesco Di Gennaro, secondo cui l'arbitro voleva che la gara finisse sul pari: «Ho sentito quel che ha detto», sottolinea Giancola, «ed è gravissimo, dato che a parlare è un giocatore con anni di esperienza tra i professionisti alle spalle. Insinuazioni risibili, dato che anche qui l'arbitro veniva da fuori regione, per cui non aveva motivo di favorire una squadra a danno dell'altro. E spero che la Lnd prenda provvedimenti per chi lancia certe accuse». Il tutto a corredo di una giornata (la n°29) che ha fatto registrare la frenata, in vetta, del Martinsicuro, avvicinato dal Paterno, ed il prezioso successo, in coda, della Virtus Teramo. Che ha quasi riagganciato il Montorio 88, sconfitto a Miglianico.
Stefano De Cristofaro
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