Arbitro aggredito, 5 anni a Mancini del Guilmi

24 Gennaio 2015

Terza categoria di Vasto, vittoria a tavolino al Real Carpineto. Ma è polemica sulla ricostruzione dei fatti

LANCIANO. Cinque anni di squalifica con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria: è la pena inflitta ad Alessio Mancini, calciatore del Guilmi, formazione militante nel girone unico vastese del campionato provinciale di Terza categoria. Domenica scorsa a Carpineto Sinello, in occasione della sfida tra Guilmi e Real Carpineto, caratterizzata da un certo nervosismo e per questo costellata da svariati cartellini (rossi e gialli), esibiti dal direttore di gara, proprio quest'ultimo si è visto costretto, al 41' pt, a sospendere definitivamente l'incontro (motivo per il quale il Guilmi è stato poi punito con la sconfitta per 0-3 a tavolino) a seguito dell'aggressione subita da parte del già citato Mancini. Il quale, stando al referto arbitrale, dopo essere stato ammonito dal direttore di gara ed aver proferito al suo indirizzo frasi offensive e minacciose, lo spintonava per poi afferrarlo per il collo con entrambe le mani, mollando la presa solo dopo l'intervento del suo capitano. «Le cose in realtà non sono andate così, tant'è vero che intendiamo presentare appello, confidando nella commissione Disciplinare». A parlare così è Carlo Racciatti, dirigente del Guilmi nonchè sindaco del paese ai piedi del fiume Sinello. Racciatti, presente sugli spalti dell'impianto di Carpineto Sinello (che quest'anno ospita allenamenti ed impegni interni del Guilmi, il cui campo è attualmente sottoposto a lavori per il rifacimento del manto erboso), offre la sua versione dei fatti: «Nessuno nega che sia stata una partita maschia, ma è altrettanto esagerato parlare di rissa. E' vero che tra i due club c'è sempre stata una certa rivalità, ma negli ultimi tempi si è affievolita, altrimenti non avremmo di certo scelto Carpineto, quale sede dei nostri incontri interni. Quanto al ragazzo, ha sbagliato, ma non ha mai messo le mani al collo all'arbitro. Che dopo la sospensione ha rifiutato le scuse del nostro giocatore».

Versione in parte confermata anche dall'allenatore del Real Carpineto Marco Zocaro: «Nella confusione del momento», spiega, «non ho potuto seguire l'intero svolgersi dei fatti, però anch'io ho visto Mancini, che peraltro conosco bene ed è un bravo ragazzo, limitarsi a spintonare il direttore di gara. Se poi sia successo altro non lo so, ma spero che la verità venga a galla, al fine di evitare eventuali ingiustizie».

Stefano De Cristofaro

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