Aresti: chi viene a Pescara dovrà vedersela con me...

23 Giugno 2016

Dopo Fiorillo anche l’altro portiere biancazzurro fa muro su eventuali arrivi «Ho un altro anno di contratto e mi piacerebbe continuare anche in serie A»

PESCARA. Il muro dei portieri biancazzurri. Nei giorni scorsi Vincenzo Fiorillo aveva dichiarato di non temere la concorrenza («Chi verrà qui dovrà sudarsi il posto», queste le parole del 26enne genovese), mentre ora tocca a Simone Aresti dire la sua sull’argomento. In queste ore la dirigenza biancazzurra sta definendo la trattativa per l’ingaggio di Albano Bizzarri, 38enne argentino del Chievo, ma Aresti non è affatto preoccupato. Anzi, l’estremo difensore nato a Carbonia non ha alcuna intenzione di trasferirsi altrove. Il corteggiamento della Spal nei suoi confronti è diventato sempre più insistente, però Aresti resterebbe volentieri alla corte di Massimo Oddo. «Non ho sentito nessuno in questi giorni», afferma il 30enne che statrascorrendo le vacanze nella sua Sardegna, «ho letto sui giornali dell’interessamento della Spal, però il mio agente non mi ha comunicato nulla. In ogni caso, non vedo il motivo per il quale dovrei lasciare Pescara. Ho un altro anno di contratto e mi piacerebbe continuare l’avventura in serie A con i miei compagni». Aresti non è per nulla infastidito dall’imminente arrivo di un altro elemento, che quasi sicuramente sarà il clivense Bizzarri. «Da quello che sento la società sta cercando un portiere con un bagaglio di esperienza nella massima serie. Credo che sia una giusta strategia, ma questo non significa che chi arriverà in Abruzzo avrà il posto da titolare assicurato. Ognuno si giocherà le proprie chance, poi la decisione toccherà a Massimo Oddo che ha sempre dimostrato di dare una possibilità a chi la merita».

Dunque, Aresti sembra intenzionato a puntare i piedi. Nell’ultima stagione ha collezionato 10 presenze (9 da titolare), contro le 33 di Fiorillo che ha speso parole al miele per il suo compagno di squadra. «Con Vincenzo c’è un legame straordinario. Nella mia carriera non mi era mai capitato di instaurare un rapporto così stretto, sia in campo che fuori, con giocatore “concorrente”, visto che ricopriamo lo stesso ruolo. Il merito è tutto suo perchè si è sempre comportato bene con me. Oltre ad essere un buon amico, Fiorillo è anche un ottimo portiere che non avrà problemi ad essere titolare in serie A». La serie A, un torneo che Aresti ha assaporato quando aveva da poco compiuto 21 anni. Militava nel Cagliari, club dove è cresciuto, guidato dall’allenatore giuliese Marco Giampaolo che lo fece il 27 maggio 2007 nel match contro l’Ascoli. «Bei ricordi. Si tratta di un torneo molto difficile perchè le capacità tecniche dei calciatori sono indubbiamente migliori. Però, la forza del gruppo è ancora più importante. Sono convinto che al Pescara servano solo pochi ritocchi per fare una bella figura».

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