Aresti: «Il Pescara è giovane e gioca con troppa paura»

Il portiere ha soffiato il posto da titolare a Fiorillo Baroni pensa di puntare su Memushaj e Melchiorri-Maniero
PESCARA. Stava per diventare il talismano del Pescara, ma la sconfitta a Vicenza ha vanificato la sua ambizione.
Così, dopo le buone prove contro Entella e Crotone, la mini-serie positiva di Simone Aresti (e della squadra) si è interrotta. La classifica è diventata di nuovo preoccupante, ma il portiere prova a minimizzare. «Dopo due successi può capitare di perdere», spiega Aresti, «più che altro è l’atteggiamento che deve cambiare: non possiamo più permetterci di entrare in campo con la paura. Siamo una squadra composta da tanti giovani e di certo dobbiamo crescere». Dopo aver trascorso le prime sei gare in panchina è diventato il titolare, a testimonianza che nel calcio le gerarchie possono essere ribaltate in qualsiasi momento. Aresti, era arrivato in punta dei piedi per fare il secondo di Vincenzo Fiorillo. Invece, Marco Baroni ha deciso di invertire i ruoli, promuovendolo a Crotone. D’altronde il 28enne di Carbonia aveva lanciato la sfida già durante il ritiro pre-campionato, molto prima che il Delfino ingaggiasse Fiorillo.
«Pescara è la mia grande occasione», disse a Pizzoferrato, «anche se arrivasse Casillas, proverei a mettere in difficoltà l’allenatore. Il Pescara non ha comprato l’estremo difensore dei Blancos, perciò l’obiettivo è stato più agevole, ma Fiorillo, che ha vinto la B con il Livorno, di certo non è un rivale di basso livello».
Tra i due biancazzurri non c’è nessuna rivalità, ma una sana competizione condita da una bella amicizia. «Abbiamo un grandissimo rapporto, una stima che fa parlare l'uno all'altro in modo chiaro. Usciamo spesso insieme con le nostre compagne, ma faremo di tutto per rubarci il posto a vicenda».
Sabato bisogna battere il Carpi, per allontanarsi dalle sabbie mobili della classifica. «Affronteremo una squadra insidiosa, che farà di tutto per crearci problemi, ma non dobbiamo avere paura di nessuno». Nel frattempo Baroni medita sul da farsi. In cantiere ci sono alcune novità significative da proporre contro l’undici di Fabrizio Castori. Soprattutto il centrocampo verrà rivisitato negli uomini e nelle competenze. Ad esempio, nelle ultime ore sembrano essere salite le quotazioni di Memushaj che potrebbe esordire dal primo minuto. Il centrocampista è reduce da un brutto infortunio e non ha la tenuta fisica per giocare un’intera partita, ma l’idea di gettarlo nella mischia dall’inizio non è poi così peregrina. In alternativa c’è Nielsen, però anche il danese non è al top della condizione. Baroni doveva anche scegliere il vertice basso (come ammesso da lui stesso martedì: “Tra Appelt Pires e Guana uno è di troppo”), ma quest’ultimo per motivi personali ha saltato le ultime due sedute e tornerà ad allenarsi soltanto domani. Dunque, è scontata la conferma di Appelt in una mediana che verrà completata da Bjarnason. In difesa, davanti ad Aresti, ci saranno Pucino, Cosic, Salamon e Zampano che ieri è rientrato dagli impegni con la Rappresentativa B Italia. In avanti il tridente formato da Politano, Maniero e Melchiorri.
Giovanni Tontodonati
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