Aresti: non siamo morti e siamo con Oddo
Il portiere biancazzurro: «Contro il Como dobbiamo vincere a tutti i costi»
PESCARA. «Non siamo morti». Simone Aresti non ha dubbi. Il vento sta per cambiare e sabato contro il Como ci sarà il primo passo verso la rinascita.
«Dobbiamo vincere a tutti i costi», afferma il portiere del Pescara, «ma la cosa principale è liberarsi della paura. Questa è una parola che va cancellata dal nostro vocabolario. Ci stiamo interrogando sulle cause, però non abbiamo individuato problemi gravi. Ci sono stati episodi negativi, ma le prestazioni sono state quasi sempre positive. State tranquilli, la barca non affonderà».
Dopo cinque sconfitte di fila, a Terni Massimo Oddo ha scelto di rilanciarlo dall'inizio a spese del titolare Vincenzo Fiorillo. La difesa ha retto senza affanni gli attacchi degli umbri, che hanno segnato nell'unica occasione concessa dal Delfino. «Mi ha fatto male vedere i miei compagni a testa bassa al rientro negli spogliatoi. Ho fatto i complimenti a Zuparic, Fornasier e Campagnaro perché sabato scorso la difesa ha giocato benissimo».
Ninni Corda, suo ex allenatore nei Giovanissimi del Cagliari, ad Alghero e a Savona, curava in modo maniacale le palle inattive. Addirittura, nella stagione 2012-13 Aresti fece pure due gol: uno direttamente su un lungo rinvio e un altro sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Nell'ultima sfida Oddo ha cambiato il sistema nelle marcature nelle palle inattive a sfavore e il risultato è stato confortante.
«È stato giusto così. A differenza del mister, preferisco la marcatura a uomo: ognuno prende un avversario e sono cazzotti». Il 30enne di Narcao, provincia di Carbonia-Iglesias, spegne con decisione le voci su presunti problemi di spogliatoio. «Sono stupidaggini. La squadra è tutta con Oddo, non c'è un solo elemento che rema contro. E se lo dico io che ho giocato poco, dovete crederci. L'anno scorso c'erano musi lunghi quando i calciatori venivano esclusi dalla formazione titolare, ma quest'anno è diverso perché tutti vengono presi in considerazione». Poi parole dolci nei riguardi di Vincenzo Fiorillo. «Andate a controllare quanti punti ha fatto il Pescara grazie a lui. In un torneo così lungo può esserci un periodo negativo, ma finora Vincenzo ha disputato una buonissima stagione». Il suo corregionale, Andrea Cocco, invece sta vivendo una stagione difficile.
«Lo conosco da quando avevo 14 anni. Forse il suo arrivo è stato caricato di troppe aspettative. È vero che l'anno scorso in B ha vinto la classifica cannonieri, ma Andrea non è mai stato un bomber da 20 gol a stagione. Ma ora ha ritrovato il giusto atteggiamento e ai play off sarà decisivo». Un altro anno di contratto, ma si parla di un eventuale prolungamento. «Ne abbiamo discusso nei giorni scorsi e spero di poter firmare nelle prossime settimane perché il Pescara è un top club della B». Oggi tornano a disposizione i nazionali Mandragora, Memushaj e Vitturini.
Giovanni Tontodonati
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