Arrosticini e futsal: Civitella Casanova pronta alla storia

12 Aprile 2018

Un paese di 1.792 abitanti vive una vigilia particolare: se sabato a Chieti vince viene promosso in serie A. Una favola nata nel 2002 dalla serie D

CIVITELLA CASANOVA. Civitella Casanova, un paese dell'entroterra pescarese con 1.792 abitanti. Qui, nella patria degli arrosticini, la squadra locale di calcio a 5 è a un passo dalla promozione in A. Se sabato, al PalaSantafilomena di Chieti (ore 16, ingresso gratuito), l'Asd Civitella Sicurezza Pro vincerà con il Merano, volerà per la prima volta nell'olimpo del futsal nazionale. Ed entrerà nella storia non solo per essere il paese che ha inventato gli arrosticini, ma anche per essere il comune più piccolo ad andare nella massima serie nazionale di calcio a 5. Roba da stropicciarsi gli occhi. Un risultato che rilancerebbe l'Abruzzo del futsal dopo il ritiro del Pescara e darebbe visibilità al piccolo paese che sorge su una collina, a 400 metri di altitudine, ai piedi della montagna. Un capolavoro costruito negli anni da un gruppo di amici di Civitella Casanova che nell'estate del 2002 ha fondato una squadra locale di calcetto per sopperire all'assenza di quella di calcio a undici. Il Civitella Sicurezza Pro è partito dalla serie D, dal campo all'aperto dell'impianto comunale piscina San Giovanni, ha vinto campionati, una coppa Italia di C2 e una di C1 e una supercoppa regionale. Lo scorso anno, di questi tempi, la società festeggiava la storica promozione in A2 dopo aver vinto il campionato di B sul fino di lana. Il presidente è Enzo Papalinetti, un artigiano in campo edile che gestisce la società insieme al presidente onorario Augusto Recchia, titolare di un'agenzia di assicurazione e vice sindaco di Civitella. Una grossa mano l'ha data l'imprenditore pescarese Luciano Mazzocchetti, che nel 2015 ha affiancato Papalinetti e Recchia e, pur non ricoprendo ruoli ufficiali, ha permesso alla società di alzare l'asticella degli obiettivi e di puntare alla serie A. Sono in tanti a dare una mano in quella che è una famiglia allargata. Dal vice presidente Nicola Fuschi ai dirigenti accompagnatori Carlo Capici e Dino Berardi, fino a Flavio Quaranta, Pino e Luca Marchionne, Tiziano Massimi, Ernesto Pierdomenico e Luca Pellizzari.
La squadra, allenata dall'ex capitano Saverio Palusci, è composta da tanti stranieri che abitano tra Chieti, Pescara e Montesilvano. Alle conferme di Coco Schmitt (ex AcquaeSapone), Dodò, Carvalho e degli italiani Yuri Di Matteo (di Paglieta) e Piero Mazzocchetti, il ds Di Luzio ha aggiunto il nazionale croato Jelavic (21 gol), i brasiliani Borsato, Arteiro e Paulinho, il nazionale sloveno Hozjan e il nazionale albanese Karaja. Il blocco italiano è composto da Tatulli, Romano e dagli abruzzesi Galliani (Chieti), Rocchigiani (Montesilvano) e Di Matteo (Paglieta). La squadra gioca al PalaSantafilomena di Chieti perché gli impianti di Civitella e quello nuovo di Vestea (dove si allena il settore giovanile) non sono idonei per la serie A. I ragazzi di Palusci sono primi nel girone A a +1 sul Real Arzignano. Sabato, nell'ultima partita del campionato, basta vincere per scrivere la storia. «Tocchiamo ferro», dice il presidente Recchia. «La nostra è una sana follia. Siamo partiti con un gruppo di amici dalla D e nessuno pensava di andare in A1. Siamo cresciuti anno dopo anno e pian piano si sono avvicinati i primi sponsor, le prime aziende e giocatori importanti che hanno sposato il nostro progetto. Ora siamo lì, a un passo dal sogno. Speriamo che da sabato tutti conosceranno Civitella Casanova non solo per gli arrosticini, ma anche per essere il comune più piccolo a sbarcare in A1». La festa è pronta. Serve l'ultimo sforzo per entrare nella storia.
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.