Arrosticini e vino, spettacolo della curva Fonzi

Tanti tifosi del corridore pescarese della Willier: «Mi hanno offerto una birra, ma ho detto di no»
INVIATO A CAMPO IMPERATORE. «Volevo gli arrosticini, invece mi hanno dato la birra». Fuori dagli schemi, sempre simpatico e sincero Giuseppe Fonzi, il corridore pescarese che insieme a Ciccone rappresenta l’Abruzzo al Giro d’Italia. Il 26enne corridore della Willier, ieri si è fermato a salutare i suoi tantissimi tifosi presenti sulle strade del giro. «Sono stati fantastici», dice il corridore di Pescara commentando lo spettacolo andato in scena ieri. Il suo fan club si è piazzato a 40 chilometri dall’arrivo. «Erano tutti a Ofena», racconta Fonzi. «Mentre pedalavo, i miei tifosi mi hanno portato un bicchiere di birra, ma non ho accettato», dice Fonzi. «Preferivo gli arrosticini, ma evidentemente avevano già finito tutto», ride il corridore della Willier, ieri arrivato 141° a 27’ 16” dal vincitore Yates. In classifica generale, Fonzi, è ultimo con un ritardo di quasi due ore.
Nutritissima e coloratissima la schiera dei sostenitori di Fonzi, capitanata dai genitori, dal fratello Simone e da Elisa, la fidanzata del ciclista. «Quando li ho visti ho rallentato», racconta Fonzi divertito. «C’erano tutti. Mamma, papà, mio fratello, amici, cugini, conoscenti. Erano più di 50». Sabato mattina, infatti, il padre di Giuseppe, Doriano, e gli zii, Diego e Gianfranco, si sono messi in viaggio verso Campo Imperatore posizionando un camion dell’azienda di famiglia su un piazzale a circa 40 chilometri dall’arrivo. A bordo, un’abbondante quantità di bevande e cibo: arrosticini e porchetta, soprattutto. Sul camion è stato montato un maxischermo per seguire la corsa in diretta. Tutti i tifosi di Fonzi indossavano i cappellini e la magliette con la caricatura di Giuseppe e l’hastag “Sbronzi di Fonzi”. Immancabili le parrucche rosa. Insomma, la curva Fonzi, cosi è stata chiamata, ha dato spettacolo come è già successo lo scorso.
«Sono dei pazzi», chiosa il corridore pescarese, che parla della nona tappa. «Ho tenuto duro fino a Calascio, poi ho capito che era inutile forzare e spendere energie inutili», racconta Fonzi. «Da Calascio in poi non ho forzato perchè era inutile farlo. Ho deciso di andare più lentamente e di arrivare con il gruppo». Oggi la sosta, poi domani il Giro ripartirà da Penne. «Per l’Abruzzo è uno spettacolo unico e sono felici di rimanere qui per tre giorni». Fonzi, infine, guarda alle prossime tappe: «Proverò a mettermi in mostra più avanti. Vediamo a Imola, ma di certo non rimarremo a guardare noi della Willier».
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