Aru prenota il Tour: «Potrei esserci anch’io»

2 Giugno 2015

Dopo l’exploit al Giro d’Italia il giovane sardo sogna di affiancare Nibali nella corsa a tappe francese

MILANO. Il 98° Giro d'Italia, con il duello fra Contador, Aru e Landa, fa ormai parte del passato: già si pensa al ciclismo che verrà e alla prossima abbuffata di pedalate all'ultimo respiro. Appuntamento fra un mese e tre giorni, per l'esattezza il 4 luglio, a Utrecht (Olanda), per la partenza del 102° Tour de France, il cui epilogo è fissato a Parigi domenica 26, dopo 3.344 chilometri di fatica. Ventuno tappe, delle quali sei di pianura, sette frazioni di montagna con cinque arrivi in salita, una sola cronometro individuale di 14 km, proprio a Utrecht, e una cronosquadre di 28 chilometri, il 12 luglio. Occhi puntati sul vincitore dello scorso anno, Vincenzo Nibali, che non è stato protagonista di un grande inizio di stagione. Lo Squalo dello Stretto, nonostante il titolo vinto sui Campi Elisi poco meno di un anno addietro, non è tuttavia l'uomo da battere. Il più temuto, invece, sarà Nairo Quintana, vincitore del Giro d'Italia dell'anno scorso. Il colombiano ha vinto in modo strepitoso la Tirreno-Adriatico, con un'impresa in mezzo alla tormenta sul Terminillo, confermandosi atleta di assoluto livello. Ha saltato il Giro per concentrarsi sulla Grande boucle e sfidare gli assi del pedale. Vuole solo vincere. A proposito di assi, il poker è completato da Alberto Contador, re assoluto della corsa rosa che si è conclusa ieri, e dal keniano con passaporto britannico, Chris Froome, vincitore in Francia nel 2013, dopo avere fatto da spalla l'anno prima a Bradley Wiggins. L'Italia punterà ovviamente su Nibali, ma anche sul giovane Fabio Aru che, dopo il secondo posto al Giro, condito dagli exploit ai piedi del Cervino e a Sestriere, potrebbe affiancarlo in questa nuova avventura. Il general manager dell'Astana, Alexandre Vinokourov, è stato chiaro. «Sarebbe legittimo far fare ai giovani - riferendosi chiaramente al talento sardo - esperienza nelle grandi corse a tappe». E Aru, dal canto suo, si è detto possibilista sulla partecipazione alla corsa a tappe francese. Dietro quel «vedremo» di facciata, potrebbe esserci un si. «Intanto penso a recuperare - ha detto Aru -. Sono pronto però ad affrontare il futuro, anche se non so dire quale sarà quello a breve termine. Il Giro è stato molto duro, non solo per me, ma adesso conta recuperare la forma migliore. Lavoro per migliorarmi, soprattutto nelle cronometro, e non mi abbatto mai». Ad Aru, però, una frase sul Tour è scappata, nei giorni scorsi. «Il Tour? Potrei esserci anch'io», ha rivelato il 16 maggio, dopo l'arrivo in quota a Campitello Matese (Campobasso). Quella frase non sembrò pronunciata per caso.