Aru scatta, Alberto c’è Uran perde 42 secondi
LA SPEZIA. Quattro chilometri di salita. È vero, punte al 14%, ma pendenza media solo del 4,7 per cento. Un colle di terza categoria, a poco più di 10 km dall’arrivo nel circuito finale della Spezia....
LA SPEZIA. Quattro chilometri di salita. È vero, punte al 14%, ma pendenza media solo del 4,7 per cento. Un colle di terza categoria, a poco più di 10 km dall’arrivo nel circuito finale della Spezia. Eppure sono bastate quelle brevi rampe ad accendere la battaglia per la maglia rosa finale a Milano. E proprio alla vigilia del primo arrivo in salita sull’Abetone.
Il gruppo dei big poteva contare più o meno su una ventina di corridori. L’Astana di Frabio Aru tirava forte, tentava di andare a prendere i reduci dalla maxi-fuga che ara partita poco dopo il via. Curva a destra e Aru ha acceso la miccia. Non uno scatto devastante, ma quanto basta per fare capire che il malanno che l’aveva messo ko alla vigilia del Giro del Trentino forse è stato messo alle spalle e che la sua squadra aveva preso in mano la tappa con un’idea ben precisa in testa: assestare un colpo in classifica. Allo scatto ha risposto Alberto Contador, pur rimasto senza compagni di squadra.
E prima di passare ai delusi val la pena aprire una parentesi. Lo squadrone dello spagnolo, la Tinkoff-Saxo è stato criticato perché ha mandato in fuga Kreuziger, mentre i suoi compagni di squadra tiravano il gruppo dietro. Caos in ammiraglia? Qualcuno ha tirato in ballo l’assenza di Bjarne Riis, silurato in primavera dal magnate Tinkoff. Forse, solo ora in gruppo forse c’è uno stratega in meno ma è stato eliminato un reo confesso di doping.
Aru, Contador, Richie Porte (Sky) vanno via insieme e non c’è Rigoberto Uran (Etixx). Il colombiano ha pagato con 42” di distacco. Tanto in una tappa difficile, perché tutta un su e giù nelle splendide Cinque terre, ma non certo impossibile. (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

