Aspettando Parisse l’Abruzzo tifa Riccioni nel Sei Nazioni 2020
Il manager aquilano degli azzurri Troiani fa il punto: «C’è un clima positivo, l’obiettivo di sempre è migliorarsi»
L’AQUILA. Iniziato il conto alla rovescia verso l’esordio dell’Italrugby nel Guinness Sei Nazioni 2020. Gli azzurri sono da lunedì scorso a Verona per completare la preparazione, prima della partenza di mercoledì verso Cardiff, in vista del debutto di sabato alle 15,15 al Principality Stadium contro il Galles campione in carica, nel match inaugurale del torneo che verrà trasmesso in diretta su Dmax, canale 52 del digitale terrestre. Una Nazionale rinnovata a partire dallo staff tecnico coordinato da Franco Smith, con tante novità tra cui il mental coach Claudio Robazza, abruzzese di adozione e professore dell’università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, e alcune conferme come il manager Gino Troiani, una delle leggende della palla ovale aquilana ed azzurra. «Ogni cambio porta novità, anche se molti dei giocatori convocati sono stati già impiegati nel corso dell’ultimo anno», afferma Troiani, manager degli azzurri da giugno 2010. «C’è un ambiente diverso ed entusiasmo, con il tecnico che ha portato la sua impronta, sia in campo che nei momenti di vita comune. Da parte di tutti vedo tanta collaborazione, per costruire il nuovo gruppo su solide fondamenta. Siamo concentrati sull’obiettivo, che deve essere quello di migliorarci sempre, come atleti e come uomini, con impegno quotidiano e lavoro mentale, senza porci nessun limite». Nella squadra, almeno per le prime due trasferte, non ci sarà il capitano Sergio Parisse (142 caps che gioca in Francia con il Toulon), nato in Argentina da papà Sergio, aquilano, ex ala neroverde campione d’Italia nel 1967. Le attenzioni degli appassionati abruzzesi saranno quindi per il pilone destro teramano Marco Riccioni classe 1997 (Benetton, 7 caps), reduce dalla partecipazione all’ultima Coppa del Mondo in Giappone. «Sergio sarà presente nel corso del torneo, come d’accordo con Smith e avrà il giusto tributo dal suo pubblico», conferma Troiani, che da atleta ha vestito 47 volte la maglia azzurra dopo l’esordio a L'Aquila il 7 dicembre 1985 nel match Italia-Romania 19-3, «come merita uno dei giocatori al mondo più forti di sempre. Riccioni ha svolto nei primi giorni lavoro differenziato per problemi muscolari, ma poi si è unito regolarmente ai compagni. Ha avuto tanta sfortuna nella nazionale maggiore a causa degli infortuni e non è riuscito ancora a mostrare il suo reale valore. Sta facendo bene con la Benetton e sono certo che troverà spazio nel prossimo Sei Nazioni». L’Italia dopo l’esordio a Cardiff contro i dragoni del nuovo ct Wayne Pivac, affronterà il 9 febbraio alle 16 a Parigi la Francia del neo tecnico Fabien Galthié. La prima casalinga allo stadio Olimpico di Roma si giocherà il 22 febbraio alle 15,15 contro la Scozia di Gregor Townsend (il Rugby Club Vecchio Cuore Neroverde organizza un pullman con partenza alle ore 11 da Centi Colella, informazioni e prenotazioni a Luigi 349.4247971), mentre il 7 marzo alle 15,15 volerà a Dublino per affrontare l’Irlanda affidata a Andy Farrell, prima del match conclusivo del 14 Marzo alle 17,45 a Roma contro i vice campioni del Mondo dell’Inghilterra allenati da Eddie Jones. «Tante nazionali hanno cambiato il proprio staff tecnico, come spesso accade dopo una Coppa del Mondo, quando normalmente inizia un nuovo ciclo», conclude Troiani, che è ancora il terzo marcatore dell’Italrugby a 294 punti, con 2 mete, 57 calci e 57 trasformazioni. «Solo Inghilterra e Scozia hanno mantenuto la guida tecnica, per il resto tante novità e volti nuovi. La favorita è l’Inghilterra che ha cambiato poco, ma ha un esordio difficile a Parigi con la Francia. Noi siamo focalizzati sulla prima partita in Galles, che aspettiamo con serenità e fiducia, per iniziare a vedere il frutto del lavoro fatto sinora e capire come proseguire nel torneo».
Tommaso Cantalini
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