Asse Lotito-Agnelli, ma niente presidente

7 Settembre 2017

I presidenti bocciano Brunelli. Tavecchio incassa il sì per lo statuto

MILANO. L’asse Agnelli-Fassone-Lotito non sfonda e la Lega Serie A resta senza presidente. Il tentativo dell’amministratore delegato del Milan Marco Fassone di trovare una mediazione tra le squadre medio-piccole e le grandi per porre fine al commissariamento della Lega Calcio trova una sponda nel solo Andrea Agnelli, eletto martedì presidente dell’Eca (Associazione dei club europei), ma non tra le altre big della serie A, tra le quali Inter, Roma e Fiorentina, che preferiscono rinviare la partita delle nomine successivamente all’approvazione del nuovo Statuto della Lega Calcio. Nei piani del trio Fassone-Agnelli-Lotito, la poltrona di presidente di Lega avrebbe dovuto toccare, per un periodo ponte di tre mesi in attesa che venisse approvato lo Statuto, all’attuale direttore generale Marco Brunelli, con l’ad del Milan nel ruolo di vice presidente e il presidente della Lazio eletto come consigliere federale. Dopo la fumata nera al ventesimo tentativo di eleggere il nuovo presidente di Lega, il presidente federale Carlo Tavecchio rimane quindi commissario di via Rosellini. I 20 presidenti della massima serie, pur non essendo riusciti a raggiungere un’intesa che manca dallo scorso mese di aprile, quando giunse al termine la presidenza Beretta, hanno sfruttato le oltre sei ore di assemblea per discutere, abbozzare e approvare all’unanimità (18 su 18, assenti solo Chievo e Crotone che se ne erano già andati) le linee guida del nuovo Statuto.
«È stata una giornata importantissima per il commissario e per la Lega perchè si è trovato un accordo all’unanimità sulle linee guida dello Statuto, che poi porterà alla nuova governance e alla nuova presidenza. Un passo avanti notevole per questo palazzo», ha detto Tavecchio. «Questa indicazione di principi è stata al 90% recepita dall’assemblea, che è un organo sovrano e quindi siamo contenti di questo. Ringrazio i sub commissari, in particolare il dottor Simonetta, che è stato il vero ispiratore di quest’opera. Ci abbiamo messo anche la politica e questa giornata campale si è tramutata in uno Statuto approvato all’unanimità e in linea con le linee federale». A chi gli chiedeva se l’approvazione delle linee guida dello Statuto e lo slittamento dell’elezione del presidente di Lega fosse una sua vittoria, Tavecchio ha risposto: «Il commissario ha bisogno di consenso. Non ha strumenti coercitivi per ottenere ciò che ha in testa. È andata bene sia per il commissario che per la Lega. Entro 20 giorni approveremo la variazione statutaria poi si passera alla parte operativa, il terreno verso l’elezione del nuovo presidente è in discesa». Con l’approvazione del nuovo Statuto viene costituito un direttivo snello e operativo, con le competenze finora assunte dall’assemblea che vengono conferite a un consiglio composto da sette elementi, in gran parte indipendenti, tra i quali il presidente della Lega, il vice presidente e il direttore generale.
L’assemblea si riunirà in linea di massima due volte l’anno, per l’approvazione del bilancio e gli emolumenti. Nel corso della riunione fiume di ieri si è parlato anche della revisione della ripartizione dei proventi derivanti dai diritti televisivi e del paracadute. «È passato un principio di fondo che porterà all’aumento della parte fissa e di quella meritocratica», ha sottolineato Tavecchio. Soddisfatto anche il presidente del Genoa Enrico Preziosi che, uscendo da via Rosellini, parlando dell’approvazione dello Statuto ha detto: «Facciamo sempre tanta fatica, ma alla fine una soluzione la troviamo sempre».
Arturo Spadone