Asta non trova alibi: «Una giornata storta»

25 Settembre 2017

L’allenatore dei biancorossi ammette la superiorità dei friulani e guarda avanti Barbuti: «Brutto stop, ma il campo ci ha penalizzato». Ilari: loro molto più forti

PORDENONE. Antonino Asta tre anni fa aveva schiacciato il Pordenone proprio al Bottecchia. Con il suo Bassano aveva passeggiato 3-0 sulla squadra allenata allora da Lamberto Zauli. Oggi è un’altra vita e il Pordenone è diventato un rullo.
Così stavolta è toccato all’ex ala del Torino commentare un rovescio senza scuse. «Quella neroverde», esordisce Asta in conferenza stampa, «è una squadra fortissima e ha legittimato la sua superiorità. Noi però nel primo tempo ci abbiamo decisamente messo del nostro. Non sono queste, va detto, le partite nelle quali dobbiamo assolutamente fare risultato».
Come dire, il campionato del Teramo non passa e non passerà mai da Pordenone. «Per questo voglio vedere il bicchiere mezzo pieno», va avanti il tecnico dei biancorossi, «se non avessimo regalato il 4-1 probabilmente avremmo anche riaperto definitivamente la partita. E’ l’unico dettaglio da salvare in una giornata decisamente storta. Per questo scelgo di ripartire proprio da lì, da quei minuti del secondo tempo che mi hanno dato l’idea di una squadra che avrebbe potuto anche mettere in difficoltà una corazzata come il Pordenone».
Il Teramo nella ripresa è passato al 3-5-2: «Non è da me», ammette Asta, «ma il Pordenone ci stava davvero mettendo in difficoltà sulle fasce. Loro nella ripresa si sono abbassati molto e noi siamo venuti fuori. Fino ad oggi abbiamo fatto bene e il nostro campionato è questo, quindi non ci abbattiamo per nessun motivo. Rivediamo i primi venti minuti e l’atteggiamento sbagliato e ripartiamo già domenica prossima contro la Fermana».
A fine partita parla anche Riccardo Barbuti, autore del gol dell’ex su rigore: «Siamo stati sfortunati in alcuni episodi a mio parere», attacca il numero 25 del Teramo, «perché nella ripresa abbiamo dimostrato di essere una buona squadra che sa combattere e capace di rientrare in partita: vuol dire che abbiamo voglia di vincere. Tuttavia il Pordenone è una formazione costruita per vincere, figlia dell’ambizione del presidente e anche in questa circostanza l’ha dimostrato».
Anche per il giocatore subire il gol del 4-1 è stato determinante ai fini del risultato. «Potevamo rimanere nel match e poi realizzare quella rete del 3-2 che avrebbe poi tenuto il punteggio incerto sino all’ultimo», afferma. «Ma ormai è andata, anche se il campo ci ha penalizzato visto che siamo abituati al sintetico e questo era decisamente pesante. Ora pensiamo alla prossima partita. Il nostro campionato riprende con la Fermana. Dopo l’infortunio ho necessità di fare minuti perché deve entrare in forma», spiega il centravanti. «Non ho svolto il ritiro assieme al squadra e quindi ho bisogno assoluto di lavorare. Lo farò duramente perché ho fame e ho tanta voglia di prendermi delle rivincite».
Chiusura con il centrocampista Carlo Ilari, autore della rete del 3-1. «Dobbiamo ripartire analizzando il bruttissimo primo tempo che abbiamo giocato», dice il numero 10 del Teramo. «Il Pordenone è stato migliore in tutto, nel fisico e nel gioco. Noi sui terreni pesanti paghiamo dazio, ma non pensavamo di soffrire in questo modo le loro combinazioni. Volevamo attaccarli alti ma non ci siamo riusciti, ci hanno messo in crisi. Nella ripresa siamo stati più propositivi e le cose ci sono andate un po’ meglio. Il 4-1 ha chiuso definitivamente la partita. Peccato, le giornate storte capitano a tutti. Il Pordenone ha meritato ma la sconfitta non avrà ripercussioni sul nostro morale, sotto quel punto di vista siamo molto forti e uniti. Volevamo portare a casa i tre punti e non ci siamo riusciti, peccato».