Atalanta3

12 Dicembre 2019

KHARKIV (UCRAINA). Tre gol a zero, seconda vittoria di fila e il pari a novembre col Manchester City già primo come viatico per il sogno, l'impresa, la storia. La fa l'Atalanta, che vola agli ottavi...

KHARKIV (UCRAINA). Tre gol a zero, seconda vittoria di fila e il pari a novembre col Manchester City già primo come viatico per il sogno, l'impresa, la storia. La fa l'Atalanta, che vola agli ottavi di Champions, traguardo mai raggiunto prima da un club di provincia. San Siro così non rimarrà disoccupato dopo l'eliminazione bruciante dell'Inter col Barcellona di martedì, perché i nerazzurri di Bergamo sono stati capaci di capitalizzare al massimo superiorità territoriale, occasioni e anche casi da moviola al Metalist Stadium di Kharkiv, in casa di uno Shakhtar Donetsk superato in rimonta in classifica. Sette punti per lo straordinario collettivo di Gasperini, ucraini fermi a 6 e Dinamo Zagabria a 5, battuta dal City che dà così una mano ai bergamaschi. Qualcosa di impensabile dopo aver perso tutte e tre le partite del girone d'andata del gruppo C di Champions League. Tre italiane qualificate agli ottavi, non accadeva dalla stagione 2011-2012.
Nella ripresa la svolta a favore dell’Atalanta, priva di Zapata, Ilicic e Toloi, condannata a vincere per alimentare il sogno del passaggio agli ottavi. La Var convalida il taglio vincente di Castagne due minuti (23') dopo il pallone nel sacco servito da Gomez (in presunto offside) sul filtrante di Muriel. Che, va detto, già ammonito, viene graziato da Zwayer dopo aver falciato Dodò, poi espulso al 32' per smanacciata volontaria su Freuler. Gli episodi girano sempre a favore dei bergamaschi: al 19' altro fuorigioco chiamato sulla chance di Moraes (parata di piede di Gollini) sulla combinazione con Taison e il nuovo entrato (per Tetè) Marlos, quindi il vantaggio con Muriel che al 25' potrebbe raddoppiare ma scarica sull'estremo di casa. Al 35' Pasalic cala il bis deviando con la punta della scarpa sinistra la punizione dalla destra di Malinovskyi, subentrato a Masiello al 16' del secondo tempo con De Roon scalato a terzo di destra dietro. Al 26' dentro Ibanez per Muriel e Solomon, il match winner dell'andata, per Kovalenko, ma l'inerzia ha orma un solo padrone. Gli uomini di Castro possono solo aggrapparsi alla forza della disperazione. Al 41' il fendente di Ismaily viene deviato da De Roon sulla faccia superiore della traversa, al 43' l'ex di turno ucraino sfiora addirittura il tris. Al 1' di recupero, dopo la staffetta Papu-Hateboer, Patrick chiama Gollini al salvataggio in angolo.
Il 3-0 arriva al 4' di extra time con Stepanenko a offrire maldestramente a Gosens la sponda per la scivolata davanti all'area piccola. Grande è invece l'impresa della Dea, che continua la corsa nell'Europa che conta. E lunedì sarà presente ai sorteggi per gli ottavi.
Roberto Di Candio