Auteri: dopo il vantaggio non abbiamo più giocato

L’allenatore deluso: «Nel finale la gestione è stata negativa, è mancata la lucidità» Clemenza: «Dovevamo chiuderla prima». Iacobucci: «Ora impariamo dagli errori»
PESCARA. «La partita si può gestire ma senza rinunciare a giocare, vanno difesi i centimetri, devi pensare alla sostanza non all’effimero, perché poi arriva l’episodio e la paghi». È deluso l’allenatore Gaetano Auteri, molto. Traspare tutta l’amarezza per aver visto sfumare un’occasione grandissima per cambiare le gerarchie del campionato. Ma si contiene, almeno nei termini. «Si, nel finale l’abbiamo gestita male, bisognava rimanere lucidi, invece abbiamo faticato a tenere palla su, ci siamo fatti soffocare con tutti quei palloni buttati dentro», spiega Auteri, «poi è arrivato l’episodio, che ci può anche stare, e finisce come non doveva. Ma in verità dovevamo chiuderla già nei primi 15, 20 minuti, quando abbiamo creato occasioni importanti. Anche il secondo tempo l’avevamo iniziato bene, a parte l’episodio salvato da Iacobucci», aggiunge il tecnico biancazzurro, «poi qualcuno è calato, qualcuno ha chiesto il cambio. Insomma non l’abbiamo impattata come dovevamo, eravamo predisposti a giocarla ma non l’abbiamo fatto. Eppure, il più era fatto, la stavamo vincendo. Invece. E dispiace che pericoli e gol sono arrivati a difesa schierata».
Amarezza mista a rimpianto. Il Pescara, terzo da solo per una ventina di minuti, s’è svegliato quinto. «Abbiamo sprecato una grande occasione. E sono punti che abbiamo perso noi», sottolinea Auteri, «perché potevamo anche gestire ma non dovevamo rinunciare a giocare, dovevamo essere più attenti, risoluti, difendere con i denti il centimetro non pensare all’effimero». E se qualcuno ci legge un riferimento ad alcuni giocatori, probabilmente non va molto lontano dalla verità. «Non sono arrabbiato con nessuno», precisa subito il tecnico, «anche chi è entrato ha fatto bene, è vero che abbiamo qualcuno non al meglio, Pontisso e Pompetti li stiamo gestendo, ma abbiamo preso un gol sciocco, siamo calati sul piano fisico e mentale, abbiamo perso vivacità in avanti, Ferrari si faceva anticipare, le seconde palle vanno aggredite non consegnate come abbiamo fatto noi, ma bisogna imparare a soffrire. Anche se dirlo è forse inutile, perché è già successo», conclude quasi chinando la testa Auteri, che probabilmente alla ripresa degli allenamenti avrà parecchio da dire alla squadra. A qualcuno in particolare. «Dopo questo risultato a prevalere è il nervosismo e non la gioia per il gol», dice l’attaccante Luca Clemenza, autore del gol del vantaggio biancazzurro. «Non siamo riusciti a chiudere la partita e abbiamo fatto prendere campo agli avversari, che ci hanno creduto fino alla fine. La chiave della partita era chiuderla e non far prendere coraggio al Pontedera», continua Clemenza ai microfoni di Rete 8. Chi aveva quasi fatto la bocca a un esordio vincente con un paio di sottolineature (paratissime) personali è Alessandro Iacobucci, all’esordio assoluto in biancazzurro all’Adriatico. Invece? «Non è andata bene. Peccato. Dobbiamo crescere, la strada è giusta ma dobbiamo imparare dagli errori e crescere. Queste partite vanno chiuse prima», dice il portiere pescarese, «le occasioni le avevamo create. Il mio ruolo? Ovvio che la prima volta crea suggestioni, emozioni, ma dovevo farmi trovare pronto e credo di aver fatto il mio. Ma conta il risultato di squadra e lì purtroppo non possiamo esultare. Il futuro? Sto qua, a disposizione del mister. Sorrentino? Un ottimo portiere, per quel che posso sono felicissimo di aiutarlo a crescere». Magari in B.
Walter Nerone

